incontri

Un padiglione di Rimini Fiera gremito per il Meeting 2025 (foto Ansa)

 

«Quest’anno più che mai i nostri obiettivi sono due: spingere per l’internazionalizzazione dell'evento e favorire un racconto non esclusivamente politico delle nostre attività. Non è un mistero che il rapporto tra articoli politici e non politici scritti sul Meeting sia circa di sei a uno». Sogna maggiore interesse da parte della stampa per i temi non politici Eugenio Andreatta, organizzatore del Meeting di Rimini. Forse è proprio per questo che il titolo di quest’anno è «L’amor che move il sole e l'altre stelle», tratto dal canto conclusivo della Divina Commedia. Dunque, ciò che segna la fine per l’opera maestra di Dante Alighieri apre le porte del Meeting di Rimini 2026, il cui tema principale sarà proprio l’amore come forza che muove l'universo.

L’evento, arrivato alla sua 47esima edizione, si consumerà su «sei giorni intensi di cultura» dal 21 al 26 agosto nella zona Fiera. Qui “cultura” è un termine ombrello che racchiude tutti i percorsi tematici dedicati ad attualità, politica, esteri, economia, educazione, società, diritti umani e religione. Tutto questo sarà erogato tramite una fitta struttura di mostre, installazioni, spettacoli, dialoghi, dibattiti e laboratori. In altre parole, «è uno spazio dove personalità di orientamenti, provenienze e sensibilità diverse si incontrano e dialogano sui temi più cruciali del nostro tempo», si legge nel comunicato dell’evento.

Temi che, dal 1980 ad oggi, sono stati trattati da più di 10mila relatori conosciuti in tutto il mondo, una cifra che «testimonia la ricchezza e la varietà dell’evento». Negli anni, hanno presenziato figure storiche come Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta, artisti del calibro di Giorgio Gaber e Eugène Ionesco, e naturalmente figure politiche nostrane, come Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Enrico Letta e Sergio Mattarella, ed estere.

Quando si ha a che fare con così tanto materiale umano e professionale, è importante saperli raccontare e pubblicizzare al meglio.

«L’ufficio stampa produce tra i 200 e i 300 articoli all’anno, con portata internazionale, quindi siamo molto seguiti anche da media esteri. Spesso, infatti, collaboriamo con quotidiani, radio e agenzie di stampa come Ascanews, Ansa, Inter Press e Nova», spiega Andreatta.

A livello pragmatico, l’anima del Meeting di Rimini sono i suoi volontari che si occupano di «organizzare, allestire e gestire ogni aspetto dell’evento e poi, alla fine, smontare tutto con la stessa dedizione con cui hanno costruito. Lavorano nei settori più diversi: dall'accoglienza alla sicurezza, dalla logistica alla comunicazione, dalla gestione tecnica all'organizzazione degli eventi», recita ancora il comunicato. La loro presenza non è marginale, anzi, si tratta di un elemento a cui il Meeting dedica molta cura: «Ci teniamo molto a coinvolgere università e centri di formazioni, invitando studenti e giovani ad aiutarci con le attività. Non per forza devono aver partecipato ad eventi passati: cerchiamo persone che hanno freschezza, intelligenza, e una voce con cui raccontare», conclude Andreatta.

I dati di partecipazione del 2025 ci aiutano a comprendere la scala del Meeting di Rimini, e di cosa possiamo aspettarci nel 2026. In Fiera hanno avuto luogo 150 convegni, 17 spettacoli, 14 mostre, mentre si sono contate 800.000 prenotazioni, 550 relatori da ventiquattro paesi, il tutto gestito da 3.000 volontari.