ENERGIA
Maurizio Marchesini, presidente dell'omonima multinazionale bolognese (foto Ansa)
«L’impianto realizzato in Florim è il nostro ingresso in un mercato poco esplorato, nonché un primo tentativo per svincolarci dalle energie fossili». Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group Spa, presenta così il sistema “Battery energy storage system” (Bess, prodotto da Proteo Engineering (impresa del Marchesini Group) e installato sul terreno di Florim, azienda italiana di Fiorano Modenese, leader nella produzione di ceramiche e grès porcellanato.
Il Bess è un sistema di accumulo di energia elettrica basato su batterie che immagazzinano energia prodotta da fonti rinnovabili, quando è disponibile, e la rilasciano nei momenti di maggiore domanda. Nel caso di Florim, che ha un impianto fotovoltaico, si tratta di un’installazione che può fornire fino a 5 megawattora di energia, pari all’energia necessaria per far funzionare 25-30 autobus elettrici.
Presidente, come mai avete deciso di investire nel Bess e nel mercato delle energie green?
«Il Bess è frutto di un anno e mezzo di lavoro e affronta un grande svantaggio delle rinnovabili. Si tratta di fonti di energia “randomiche”, il cui apporto energetico è incostante, perché dipende da fattori naturali fuori dal controllo umano. Le industrie, invece, hanno bisogno del contrario, cioè di energia sempre disponibile quando serve e con il Bess è possibile offrire questa continuità perché accumula l'energia quando è disponibile».
E dunque state cercando di intercettare questo bisogno
«”Stiamo cercando” è il termine giusto, perché è un processo lungo e complicato. Cerchiamo di emergere in questo ramo di mercato abbastanza vergine, ma in espansione, che rappresenta un po’ l’anello mancante per produrre e consumare in loco le energie rinnovabili. Il Bess di Florim è solo il primo impianto che facciamo, ma abbiamo già accumulato diverse richieste».
Quante?
«Ad oggi contiamo altri dieci progetti concernenti il Bess, tutti con aziende energivore, cioè che hanno bisogno di elevate quantità di energia per andare avanti».
Questo significa che presto vi dovrete occupare di spedire i sistemi Bess. Quanto sono grandi e come avviene l’installazione?
«Sono impianti di grandi dimensioni, ma scalabili, poiché si costruiscono assemblando le singole batterie che lo compongono. L’intero sistema può essere diviso in moduli più piccoli, che possono essere spediti, assemblati e installati più facilmente, a seconda della richiesta del cliente. Mentre la batteria è di produzione cinese, noi ci siamo occupati di progettare tutta l’ingegneria che le sta attorno».
Lei ha detto al “Resto del Carlino” che la manifattura europea dovrà pensare a piani nel lungo periodo se vuole rimanere competitiva. A cosa faceva riferimento?
«Mi stavo riferendo ai prezzi altissimi dell’energia in Europa, e al fatto che abbiamo bisogno di piani che svincolino le aziende del continente dalle fonti fossili e da altri paesi. Personalmente non penso che le rinnovabili da sole saranno sufficienti per il fabbisogno energetico, andranno affiancate da energie continuative come il nucleare».