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Un rendering del Bess installato per l'azienda Florim (foto concessa dall'ufficio stampa di Proteo)

 

«Il Bess di Florim è costato in tutto 3,5 milioni di euro ma è un investimento: l'azienda riuscirà ad ammortizzare i costi in un anno e mezzo». Marco Savigni, amministratore delegato di Proteo, definisce i sistemi di stoccaggio energetico come «vere e proprie uova di Colombo» per facilitare l'implementazione delle rinnovabili nelle industrie. Per capire e quantificare l'apporto del Bess, bisogna capire meglio di cosa si tratta. Immaginate delle batterie che, invece di funzionare finché non si scaricano, possono essere ricaricate, immagazzinano elevate quantità di energia che viene da fonti green e la forniscono quando è necessario. 

È uno strumento molto importante per meglio integrare l'energia pulita nel fabbisogno dei settori industriali, ancora molto dipendenti dai combustibili fossili. Nello specifico, serve a compensare l’intermittenza delle rinnovabili (fonti di sole e vento non sono sempre disponibili), garantire continuità energetica alle aziende e gestire i picchi di potenza.

La Proteo Engineering, impresa del gruppo Marchesini, ha prodotto e installato il suo primo Bess per l’azienda Florim, a Fiorano Modenese. «Il Bess funziona attraverso moduli - spiega Savigni - ciascuno dei quali ha una certa capacità energetica: più moduli vengono messi in parallelo, più aumenta la capacità totale, le dimensioni e il costo del sistema. Esistono esemplari che vanno da 10 a 40 megawattora, ma anche di più piccoli da 200-300 kilowattora, ad esempio. Tale struttura risulta flessibili sia per le diverse necessità energetiche, sia per semplificare il trasporto delle parti e la loro installazione».

La spesa dipende anche da quanto è sviluppata l’impianto energetico di partenza. Continua Savigni: «Prendiamo l’energia solare come esempio. I costi di produzione di un’unità Bess variano molto in base alla quantità di fotovoltaico già presente. Se il cliente ha già molti pannelli solari, collegare il Bess richiede pochi interventi aggiuntivi e quindi costi ridotti, mentre se i pannelli sono pochi o assenti, l’installazione risulta più costosa». Tuttavia, l’Ad sottolinea che, oltre al costo del sistema, importa anche il suo periodo di ammortizzazione: «Un industriale, prima di chiedere del prezzo del Bess, vuole sapere entro quanto tempo la sua azienda lo può ammortizzare».