Europa
Giorgia Meloni e Friedrich Merz (foto Ansa)
Potrebbe esserci una svolta negli equilibri politici europei. A indicarla è l’asse esplicito tra Italia e Germania, che va a modificare lo status quo, con la Francia coprotagonista, insieme a Berlino. Asse che prende forma attorno all’iniziativa congiunta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il vertice informale convocato dai due leader in Belgio, ad Alden Biesen, si terrà prima dell’inizio del Consiglio europeo. Alla lettera inviata a tutti gli stati membri, hanno risposto in una quindicina. E ci sarà anche Macron. Il possibile avvio di una nuova fase per l’Europa e per la sua agenda economica. Al centro del tavolo, due temi: energia e politica industriale.
Di fronte a un rapporto transatlantico sempre più instabile, Meloni e Merz puntano a rafforzare l’Europa dall’interno, rivendicando il ruolo di guida delle due principali economie industriali del continente. Una linea che segna una distanza crescente dalla visione più interventista e protezionista sostenuta da Emmanuel Macron.
A Palazzo Chigi, Meloni ha riunito i ministri competenti con l’obiettivo di definire la linea del Paese. E secondo il Corriere della Sera è per la prima volta disponibile a rompere le regole sulla maggioranza e a superare l'unanimismo che paralizza le scelte dell'Europa. L’obiettivo è quello di portare sul tavolo europeo misure concrete per ridurre il costo dell’energia. Tema decisivo per la competitività delle imprese e la tenuta del sistema produttivo. Roma rivendica un ruolo più centrale nelle scelte economiche dell’Unione europea, in un momento in cui emergono le distanze tra Berlino e Parigi, soprattutto sulle politiche industriali e sugli strumenti da adottare per sostenere la crescita economica.
Meloni punta a insidiarsi affianco di Merz sul tema della semplificazione normativa, la riduzione degli oneri per le imprese e rilancio della competitività europea. L’obiettivo italiano è questo: meno burocrazia, più investimenti strategici e revisione delle politiche energetiche per evitare che i costi penalizzino le industrie europee rispetto a quelle globali. Si parlerà di come intervenire sul sistema di scambio di quote di emissione di anidride carbonica, pensato per regolare l’inquinamento prodotto dalle imprese. Attenzione sarà data anche alla tassazione sui beni importati in Ue che hanno richiesto forte impiego di CO₂. Lo sguardo si amplierà anche sulle questioni del digitale e delle telecomunicazioni, senza dimenticare il settore dell’automotive. In crisi nei due paesi, ma che devono essere riportati su.
Il vertice partirà da ipotesi di lavoro già poste, quelle del documento sulla competitività concordato a Roma il 23 gennaio e che punta a dare più potere ai singoli stati. Tra i punti, il completamento del 28esimo regime, fondamentale per le imprese e le start up, o le scale up, cioè le aziende già esistenti e che vogliono assumere un profilo internazionale in tempi brevi. Chi vorrà investire in unione europea e aprire stabilimenti in più stati potrà scegliere il quadro giuridico europeo, non più quello degli stati nazionali.
Merz e meloni si confronteranno tenendo conto della forza degli altri leader Europei. La Francia sul Mercosur e sul tema dell’energia ha una visione diversa. Ma le condizioni di Italia e di Germania fanno pensare ai leader dei due paesi che per rilanciare l’Ue sia necessario trovare in primo luogo un accordo tra di loro. Sulla produttività, che fatica in settori chiave, e sulla politica energetica. Gli italiani puntando al mix energetico, includendo anche, potenzialmente, il nucleare, e i tedeschi su rinnovabili e gas. L’obiettivo è di raggiungere un accordo già al Consiglio europeo di marzo e di stabilire un’agenda da attuare pienamente entro la fine del 2026.