Expo

All'ingresso dei padiglioni di Arte Fiera si trova l'opera "Kolossal" dell'artista Marcello Maloberti su commissione di Hera (foto di Alberto Biondi)

 

Cinque aree tematiche per 200 espositori a invito e 174 gallerie debuttanti. È la 49esima edizione di Arte Fiera, la più importante esposizione d'arte d’Italia. Lo scorso anno sono stati totalizzati più di 50.000 ingressi, e, dal 6 all’8 febbraio, appassionati, artisti, galleristi e chiunque graviti intorno al mondo dell’arte farà del complesso fieristico bolognese una tappa obbligatoria del suo passaggio in città.

Il titolo di quest’anno è “Cosa sarà”, una sollecitazione che riprende una canzone di Lucio Dalla del 1979, un anno non lontano da quello in cui Arte Fiera è nata (1974). "Cosa sarà" non è solo un omaggio al grande cantautore bolognese ma un invito a parlare di futuro partendo dal presente, per interrogarsi su fino a che punto le fiere d'arte in futuro potranno migliorare. «La prima cosa che ho percepito quando mi è stata data la direzione artistica di Arte Fiera è stata la storia di questo luogo. Arte Fiera è stata la prima esposizione che ho visto da ragazzo, quando iniziavo a interessarmi all’arte contemporanea, e la cosa che ancora mi colpisce è la dimensione quasi familiare di questa esposizione. La mia direzione non poteva che essere all’insegna della continuità con il lavoro dei curatori precedenti, primo tra tutti Simone Melegoli», dice Davide Ferri, direttore artistico dell’expo, nella conferenza stampa, tenuta insieme al presidente di Bolognafiere, Gianpiero Calzolari, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, l'assessore comunale Daniele Del Pozzo. 

Il visitatore è accolto dalla "Sezione editoria", che il visitatore attraversa prima di accedere alla "Main Section", il cui cuore pulsante è il "Book talk", dove si parla di libri darte assieme ai loro autori e agli artisti a cui sono dedicati. La "Main Section" include quasi tutte le principali gallerie darte italiane, storiche e di ricerca, e si sviluppa nei padiglioni 25 e 26 (costruiti nel 1964 su progetto degli architetti Leonardo Benevolo, Tommaso Giura Longo e Carlo Melograni).

Le sezioni curate si trovano in punti diversi dei padiglioni 25 e 26 raccolgono tele, sculture e installazioni di arte contemporanea da tutta Italia. Le sezioni sono cinque: ognuna di esse assomiglia a una piccola mostra, e va intesa come un approfondimento. Nel padiglione 26, dedicato alle gallerie che si potrebbe definire più storiche, cioè dedicate ad artisti che hanno operato nel secolo scorso, e in molti casi ai più grandi maestri delle Avanguardie, si trova “Ventesimo+”, che presenta e accosta liberamente opere diverse ed eterogenee. In ognuno degli stand delle gallerie che vi partecipano, la sezione indica come una collezione d’arte possa funzionare, soprattutto all’interno di una casa, in modo versatile e trasversale. Sempre nello stesso padiglione la sezione “Multipli” riunisce gallerie che si occupano di edizioni, cioè di opere d’arte pensate per esistere in un numero limitato di esemplari come grafiche d’arte, libri d’artista, oggetti di design e altro ancora. Al centro della sezione il visitatore trova “The New Many”, uno spazio di ricerca e confronto sugli sviluppi dell’economia e del mercato digitale dei multipli.

«Quando abbiamo progettato questa edizione abbiamo pensato al rilancio di tutta la zona – dice Calzolari – E siamo particolarmente soddisfatti di aver portato il fatturato da 100 milioni a quasi 300, con cui chiuderemo il bilancio del 2025. L’altro piano era la riqualificazione del quartiere e credo che il lavoro fatto sia sotto gli occhi di tutti. Dal ’74 questa fiera si è dimostrata una piattaforma imprescindibile per gallerie ed espositori da tutta Italia. Tra le novità di quest’anno, un investimento da 100.000 euro con il fondo Arte Fiera per acquisire opere che andranno ad arricchire la nostra collezione permanente».

Le altre tre sezioni si trovano nel padiglione 25, dedicato alle gallerie che presentano una proposta più legata agli ultimi decenni e alle tendenze dellarte del presente, si apre con “Pittura XXI” che presenta alcune delle esperienze più significative nel campo della nuova pittura italiana e internazionale, in una stagione, come quella che stiamo vivendo, di grande visibilità del linguaggio pittorico. “Prospettiva” è una sezione dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni. Presenta mostre monografiche promosse da gallerie emergenti e da gallerie già consolidate ma con un programma di ricerca. “Fotografia e dintorni” fa dialogare il medium fotografico con altri linguaggi artistici come il collage, il disegno e la pittura lungo il filo di una suggestione, quella di mettere in discussione e di risignificare, attraverso le immagini, le idee di mascolinità e virilità. Che è un modo diverso di interpretare una sezione, rendendola un po’ più simile a una mostra. «Credo che Artefiera risponda alla domanda che le dà il titolo, perché un’occasione straordinaria per il mercato dell’arte ma è anche un appuntamento vitale atteso da tutta Italia e dall’estero. È una finestra aperta su ciò che accade nel presente», è il pensiero dell'assessore comunale alla cultura Del Pozzo.

Anche per questa edizione è confermato il "Bper Prize", premio dedicato alla valorizzazione di tematiche femminili, che ha debuttato nel 2024, e che si inserisce nel percorso orientato all'inclusione e al contrasto della violenza di genere che l'istituto di credito ha intrapreso da tempo. Come nelle precedenti edizioni, Bper (che quest'anno è il main sponsor dell'evento) acquisterà l’opera vincitrice, che entrerà a far parte del nucleo contemporaneo di “La Galleria Bper”. Inoltre, come sottolinea la sottosegretaria del ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni «Questa edizione vedrà per la prima volta l’abbassamento dell’Iva su compravendite e importazioni di opere d’arte al 5% (dal 22% era stata abbassata al 10, ndr), una manovra che ci renderà compatitivi con tutte le altre fiere di settore del mondo, altrimenti sarebbe stata un’esposizione sì di opere magnifiche, ma invendute o magari vendute all’estero in altre occasioni».