La polemica

La Torre Garisenda (foto Ansa)

 

Il Comune di Bologna non replica alle critiche della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che accusa l’amministrazione di scarsa trasparenza nei lavori di consolidamento della Garisenda e di un cantiere in fase di stallo. Ma dagli ambienti di Palazzo d'Accursio si apprende che i tempi procedono spediti secondo programma. Per l'esponente del governo, l’assenza di aggiornamenti concreti potrebbe aprire la strada ad un intervento dello Stato, pronto a subentrare se la situazione dovesse restare bloccata, superando così il sindaco Matteo Lepore. Sullo sfondo, secondo la stampa, ci sarebbe quindi un possibile commissariamento. «Continuiamo a non avere nessuno dei dati che il Comune dice di aver analizzato - aveva detto ieri Borgonzoni a margine di una conferenza –. La Soprintendenza e il Ministero non hanno ricevuto nulla. Non sappiamo niente sui tralicci che dovrebbero essere posizionati per mettere in sicurezza la torre, non ci è stato detto nulla neppure su quanti soldi sono effettivamente arrivati al Comune grazie alla raccolta fondi. Lepore dà continuamente dei numeri, ma non mostra mai le carte. Ricordiamo che il Comune ha rifiutato i cinque milioni di euro che il Ministero aveva messo a disposizione. Il sindaco poi non si lamenti se...».

La questione nasce dagli ultimi rilievi tecnici, che avevano individuato una lieve "torsione" della torre. Un movimento definito non allarmante dagli esperti, ma sufficiente a suggerire una revisione del progetto per la messa in sicurezza.

Come è noto, la torre Garisenda è di proprietà comunale. Dunque, è il Comune il responsabile degli interventi. Interventi che sono finanziati in larga parte dall’amministrazione stessa, con contributi da parte dei cittadini, ma anche della Regione e in misura minore dello Stato.

Recentemente si è svolto anche un sopralluogo con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e la Soprintendenza. Durante l’incontro non sono emerse polemiche, ma aperture sulla possibilità di individuare in futuro nuovi fondi. In questo contesto, il Comune ha dovuto rinunciare ad alcune risorse del Pnrr, ritenute non compatibili con il tipo di restauro. Questa decisione ha comportato un allungamento dei tempi di preparazione e, quindi, la successiva approvazione del progetto complessivo.

Da oltre un anno sono in corso analisi e preparativi per interventi strutturali di messa in sicurezza della torre, tanto che in passato erano stati predisposti anche piani di protezione civile, con sistemi di allerta. Per quanto riguarda i tralicci di sostegno, simili a quelli utilizzati per la Torre di Pisa, sono stati collaudati e dovrebbero arrivare nella primavera del 2026, per poi essere installati nelle operazioni di consolidamento. La previsione ufficiale di conclusione dei cantieri è fissata entro il 2028.

Infine, il Comune aveva formalizzato la proposta di includere la Garisenda nel perimetro dei Portici di Bologna, già iscritti al Patrimonio Mondiale Unesco, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del monumento. Questione che sarà discussa durante l’incontro estivo Unesco di Busan.