Dati
Il presidente De Pascale e l'assessora regionale a sport e turismo Roberta Frisoni (foto di Michelangelo Ballardini)
Lo sport non fa bene solo alla salute di chi lo fa, ma anche all’economia del luogo dove lo si fa. In Emilia-Romagna arriva a poco più di 530 milioni di euro la ricaduta economica sul territorio generata dal milione e mezzo di presenze turistiche legate a eventi sportivi registrate nel 2025, che si aggiunge a un altro milione e ottocentomila prodotto dalla sola Motor Valley. Se poi non si guarda alle sole ricadute dirette, quindi pernottamenti in alberghi, pasti nei ristoranti e simili, ma anche a quelle potenziali, il numero sale ancora. Il valore dell’indotto economico che tiene conto anche della capacità degli appuntamenti sportivi di fare da vetrina per i luoghi che li ospitano tocca e supera gli 858 milioni. Sono molti infatti i visitatori che raggiungono una città da appassionati della disciplina sportiva ospitata e tornano poi da turisti a tutto tondo.
«L’aspetto economico è una importante esternalità positiva - precisa il presidente della regione Michele De Pascale - ma il tratto distintivo rimane il grande merito dello sport nell’educare e trasmettere valori ai giovani che lo praticano». Sottolineata anche l’importanza dell’attività fisica come investimento indiretto sulla sanità, crescendo generazioni più sane e meno bisognose delle cure del sistema pubblico.
La Regione è al lavoro per conservare e far crescere la forza della componente sportiva su tutti questi ambiti. L’amministrazione ha convenzioni strette con 13 federazioni nazionali, l’ultima delle quali con la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), collaborazioni essenziali per permettere l’organizzazione di campionati e manifestazioni in Emilia-Romagna. Sono in corso investimenti strutturali per consentire migliori collegamenti e spazi per praticare gli sport, per solidificare la regione come un centro chiave a livello nazionale, prestando particolare attenzione anche al calendario degli eventi. L’obiettivo è quello di non far cozzare i normali flussi turistici, come quello verso la Riviera nel periodo estivo, con gli spostamenti di pubblico per eventi legati allo sport, andando anzi a cercare di tamponare i periodi di minore affluenza verso determinate aree con manifestazioni che possano attirare l’attenzione. Entra in questo quadro di rete la creazione di “Hypermarathon”, un circuito unico che raduna le cinque maratone regionali di Bologna, Reggio Emilia, Parma, Rimini e Ravenna.
Lo studio svolto sull’anatomia dell’offerta sportiva della regione nel 2025 disegna un panorama equilibrato. 110 gli appuntamenti analizzati - 54 di livello internazionale, 49 nazionale e 7 locali - distribuiti su 500 giornate, una media di 1,3 al giorno. La grande maggioranza di appuntamenti si è tipicamente svolta in primavera ed estate, ma un 20% ha avuto luogo anche fra l’autunno e l’inverno, permettendo di destagionalizzare l’offerta. Equa distribuzione anche fra gli organizzatori, con federazioni, privati e associazioni sportive tutte vicine a un terzo del totale, con un ruolo numericamente minore svolto dalle pubbliche amministrazioni. Non solo sport negli impianti, quasi la metà degli eventi si è tenuta fra strade, piazze, porti o altre aree aperte.