editoria
Matteo Naccari, vicepresidente Fnsi e membro del comitato di redazione del Gruppo Editore Nazionale (foto concessa dall'intervistato)
In una fase molto delicata per l’editoria, «l’ingresso di un nuovo soggetto disposto a investire rappresenta un segnale positivo per il giornalismo di qualità e per l’informazione locale, quest’ultima in via d’estinzione in molte aree d’Italia». Per Matteo Naccari, vicepresidente dell’Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) e componente del Comitato di redazione del gruppo,, l’acquisizione di Editore Nazionale da parte di Leonardo Maria Del Vecchio rappresenta una possibilità concreta di sostegno al settore, «se sussisteranno le giuste condizioni».
In linea con le richieste dell’Aser, Fnsi «chiede anzitutto la tutela dei dipendenti e la salvaguardia del radicamento sui territori locali. Editore Nazionale fonda proprio su quotidiani che mantengono in vita la cronaca locale, che però dev’essere rilanciata con adeguati piani di investimento, sia per la carta ma soprattutto per il digitale», sottolinea Naccari.
Naccari esclude preoccupazioni su cambiamenti di linea editoriale o una maggiore concentrazione: «Non temiamo ingerenze politiche. L’obiettivo è mantenere la nostra identità in zone strategiche come Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia, grazie a giornalisti adeguatamente retribuiti e in grado di svolgere il loro lavoro». Tra le fila dei giornalisti, «sono forti le aspettative che gli investimenti avvengano in primis su strutture, strumenti e professionisti – conclude Naccari – che però non sono affatto scontati. Si gioca tutto sulle garanzie a una categoria che salvaguardia diritti riconosciuti dalla stessa Costituzione».