Stadio
Il Renato Dall'Ara (licenza CreativeCommons)
Sono completamente fermi i progetti per modificare il volto dello stadio Renato Dall’Ara, e non si esclude nessuna strada per il futuro. A confermalo è l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci. «Definirei la situazione attuale come “statica”. C’era l’intenzione della società di riqualificare lo stadio, ma il Covid, la pandemia e le conseguenze che hanno avuto sul mercato dell’edilizia ci hanno costretti a fermarci», dice. Il progetto iniziale, nato nel 2017 in collaborazione con Palazzo d’Accursio, doveva avere un costo stimato intorno ai 150 milioni di euro, di cui 40 messi proprio dal Comune. Oggi i milioni necessari sarebbero invece 230. «Tutti questi soldi in più rappresentano un impegno troppo grande perché il Bologna li sostenga da solo, soprattutto per uno stadio che in ogni caso non rimarrebbe poi di proprietà della società». Nel caso in cui però dovessero presentarsi dei finanziatori disposti a sostenere il progetto, nulla sarebbe escluso: «con i giusti fondi si può ragionare in tutte le direzioni, dal riprendere con l’idea del rinnovamento alla possibilità di spostarsi altrove con una nuova struttura», conclude Fenucci.
Un assist in questo senso potrebbe arrivare in un futuro non troppo lontano. L’imprenditore bolognese Alberto Forchielli, candidato sindaco per le prossime elezioni, ha espresso il desiderio di fornire una nuova casa alla squadra rossoblù: «il Bologna è una risorsa della città che in questo momento non può esprimersi appieno, limitata da uno stadio non al passo coi tempi». L'imprenditore critica in particolare la posizione dell’edificio all’interno di una zona densamente abitata, che limita la possibilità di costruire parcheggi e vie di collegamento, oltre all’assenza di servizi interni come le vip room per il pubblico più abbiente.
Il Dall’Ara malgrado l’età - cento anni il prossimo ottobre - non se la passa male: l’attuale stagione di Serie A sta registrando un’affluenza media di 28.000 spettatori, la più alta dall’inizio del nuovo millennio e anche dal lato abbonamenti la società può sorridere. Quest’anno è stato segnato il record dell’era Saputo, proprietario del Bologna dal 2014, con 22.153 titoli acquistati.