Calcio

Non riempiono solo i Pub: al Sacrario dei caduti cantano "Bella ciao"

 Bandiera di un fan club del Celtic sul selciato del Crescentone (foto di Michelangelo Ballardini)

 

Non è stata solo una festa la visita dei tifosi del Celtic a Bologna per la partita di Europa League fra la loro squadra del cuore e i rossoblù. Se per buona parte della giornata gli scozzesi sembravano un grande gruppo di turisti in vacanza, fra birre, foto, canti e calci al pallone sul Crescentone, poco dopo le 16.00 in zona Saragozza un manipolo di violenti ha rotto l'idillio. Un gruppo di tifosi del Celtic si è azzuffato con tifosi del Bologna fuori dal centro commerciale Andrea Costa. Alcuni dei 300 agenti schierati per garantire l'ordine pubblico hanno fermato lo scontro, identificato gli scozzesi e condotto molti di loro in questura. Altre scaramucce fra fazioni opposte anche in via Irma Bandiera con spinte e lancio di oggetti. Alla fine sono una cinquantina i tifosi del Celtic fermati.

Anche gli antichi romani lo sapevano che con gente che gira con magliette a mezze maniche e bermuda anche se il termometro non va sopra i cinque gradi c'è poco da scherzare. Per questo rinunciarono a conquistarli e costruirono invece un muro per difendersi, il vallo di Adriano. Ma dei tremila discendenti di quei bellicosi guerrieri che sono scesi svariate centinaia di chilometri più a sud di quel vecchio confine per sostenere i propri campioni in una pacifica battaglia del XXI secolo sull’erba del dall’Ara, la maggior parte ha visitato e vissuto la città con calma e allegria. Negli ultimi giorni via Rizzoli, piazza Maggiore, le altre strade del centro e soprattutto i pub sono stati riempiti da un mare di maglie, sciarpe, berrette e bandiere biancoverdi, oltre che dai cori da stadio: «Ceeeeeeltiiic! We are the best team in Glasgow», siamo la miglior squadra di Glasgow.

Perché anche oltre Manica si portano la rivalità contro l’altra squadra cittadina, i Rangers, impersonificati a Bologna da Lewis Ferguson, scozzese, capitano dei rossoblù stasera, ma peggio di tutto tifoso della squadra rivale fin da piccolo. «Our bitter enemy», il nostro acerrimo nemico,  lo descrivono diversi fan del Celtic, anche se con il sorriso. Quasi nessuno ha dubbi che saranno gli scozzesi a trionfare: 3 a 1 per alcuni, 2 a 1 per altri. «Mi accontenterei di un pareggio, stiamo giocando male ultimamente», pronostica invece un supporter molto disilluso. Ma l’amore per la propria squadra può far superare qualsiasi dubbio e limite, come nel caso di Mark, che spaventato dall'aereo ha viaggiato da Glasgow a Bologna con treni e un traghetto: «Sono appena uscito da una chiesa con mia moglie per una preghiera. Vinceremo di sicuro, siamo i più forti, ma un aiuto dall’alto non può far male», ironizza.

Quale che sia il risultato del campo, Bologna ha già vinto nel cuore di questi visitatori d’oltremare. Si sprecano i complimenti per il cibo. «Pizza, pasta, mortadella», scandisce Beth a voce alta e con gli occhi lucidi, per l’architettura e gli edifici, le Torri, le piazze, i portici, rigorosamente pronunciati “portichi”, persino per le birre italiane, che secondo tanti non hanno molto da invidiare a quelle della Scozia. Grande rispetto e vicinanza anche per la storia della città. Un gruppo di tifosi nel pomeriggio si è radunato davanti al Sacrario dei Caduti di Piazza Re Enzo che ricorda i partigiani morti per la Resistenza, intonando le parole e le note di “Bella Ciao”. 

Saranno i 90 minuti di calcio a determinare se treni e voli per la Scozia nei prossimi giorni saranno carichi di tifosi sorridenti o meno.