vertenza

L'agenzia di stampa fondata nel 1988

 

Non ci sono i soldi dovuti e neanche la consolazione di una data in cui potrebbero arrivare. Lo stipendio di dicembre dei dipendenti dell’agenzia di stampa Dire continua a non essere saldato ed è per questo che il comitato di redazione ha indetto per oggi una nuova giornata di sciopero. Non solo per protestare contro la situazione, ma anche per esortare l’editore a portare risposte al prossimo tavolo sindacale fissato per il 26 gennaio. 

La speranza di tutti i dipendenti era che, ottenuta l’approvazione del piano di rientro dai debiti, confermata a dicembre dal tribunale di Bari, e ristipulata conseguentemente la convenzione con Palazzo Chigi, che garantisce i contratti pubblici con l’agenzia, la situazione si normalizzasse. Invece, nonostante l’esortazione arrivata anche dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 9 gennaio, poco o nulla è cambiato. Il piano di rientro degli arretrati proposto dall’azienda ha registrato ritardi nell’erogazione sin dalle prime due rate, mentre rimane irrisolta la questione dei 17 giornalisti della redazione romana sospesi per qualche settimana a inizio 2024 per poi essere reintegrati, con il periodo di sospensione, teoricamente applicabile solo per motivi disciplinari, scomparso dai salari.

L’agenzia non naviga ormai da tempo in buone acque e il rapporto fra proprietà e lavoratori è fortemente deteriorato.