denuncia

Nel nostro Paese, una donna su tre subisce violenza almeno una volta nella vita ma non lo dice; a volte, si fatica anche ad ammetterlo a sé stesse e ai propri cari. Solo l'11% delle donne che subiscono una violenza denuncia quindi l'accaduto, e di queste il 40% non ne parla con nessuno per tutta la vita. In numeri, vuol dire sei milioni di vittime che non riescono a trovare il coraggio e la voce per denunciare. Nel 60% dei casi a essere presenti all'atto violento sono anche i figli, il 24% dei quali passa da essere spettatore a divenire vittima a sua volta. Questo il bilancio pesante da cui ha preso piede la campagna di WeWorld, sponsorizzata da Lines (nota marca di prodotti per il ciclo mestruale): cercare di creare uno spazio sicuro dove le donne e i loro figli che, altrimenti, sarebbero costretti a restare in casa e a restare esposti alle violenze, possano rifugiarsi. Un nido dove riprendere le forze per poi spiccare di nuovo il volo. E oggi in via Libia 21, nel cuore del quartiere Cirenaica, nasce il punto sicuro di supporto Spazio Donna.

 

Come spiega Marco Chiesara, presidente di WeWorld: «Oggi più che mai è importante aprire questo nuovo spazio. Il Covid-19, il lockdown, le problematiche legate alla crisi economica, hanno infatti peggiorato la situazione, lasciando ancora più isolate le donne e i loro figli». Le donne infatti si trovano di fronte a una scelta quasi impossibile: scappare dal luogo dell'abuso, ma rischiare di non avere supporto logistico ed economico con cui provvedere a sé stesse e ai propri figli, o restare in un luogo forse economicamente sicuro ma decisamente pericoloso per la loro vita. Se si aggiunge poi alle difficoltà economiche legate al Covid anche la difficoltà per la parte femminile di reinserirsi nel mondo del lavoro dopo una malattia o una gravidanza, il quadro non si fa certo più roseo. «Ci sono anche le donne vittime di violenza domestica che sono state costrette a condividere gli spazi con i maltrattanti - continua Chiesara - e sono rimaste inascoltate durante questa pandemia. In Italia, infatti, una donna su tre subisce violenza almeno una volta nella vita, ma non lo dice. È pensando a tutte loro che abbiamo deciso di ampliare il nostro impegno sul territorio italiano». 

 

Gli Spazi Donna agiscono dunque su tre fronti: il primo, un supporto per le donne vittima di violenza domestica; secondo, un programma di sensibilizzazione per aiutare le vittime inconsapevoli e in generale le ragazze a riconoscere le avvisaglie di una relazione violenta e a saper reagire; terzo, un appoggio per poter ricominciare con un reinserimento nel mondo del lavoro. Per poter tornare, dopo un primo periodo barcollante, a camminare sicure sulle proprie gambe. «Il percorso della nostra cooperativa, sin dalla sua fondazione, è caratterizzato da un impegno rivolto all'emancipazione femminile attraverso le nostre attività - spiega infatti Franca Guglielmetti, presidente di Cadiai, la cooperativa sociale che si occuperà di questo punto di primo ascolto - Cadiai infatti, con i propri servizi, garantisce alle donne lavoro stabile, crescita professionale qualificata e culturale e autonomia, anche in termini economici. Lo fa dalla sua fondazione, negli anni '70, e lo fa oggi con un tasso di occupazione femminile dell'84% su oltre 1.700 occupati. Spazio Donna WeWorld è un servizio, quindi, fortemente in linea con l'agire della nostra cooperativa».