vai al contenuto della pagina vai al menu di navigazione

Bologna Arcobaleno

06 luglio 2021 Caterina Maggi

Le foto del Rivolta Pride 2021, a sostegno delle differenze e del ddl Zan
  • Una manifestante con la bandiera della pace

    Una manifestante con la bandiera della pace

    Foto di Caterina Maggi

  • Alcuni slogan

    Alcuni slogan

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestanti in corteo

    Manifestanti in corteo

    Foto di Caterina Maggi

  • Slogan

    Slogan

    Foto di Caterina Maggi

  • Alcuni manifestanti

    Alcuni manifestanti

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Slogan

    Slogan

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestanti in corteo

    Manifestanti in corteo

    Foto di Caterina Maggi

  • Slogan

    Slogan

    Foto di Caterina Maggi

  • Corteo in movimento

    Corteo in movimento

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Corteo in movimento

    Corteo in movimento

    Foto di Caterina Maggi

  • Corteo in movimento

    Corteo in movimento

    Foto di Caterina Maggi

  • Slogan sulla t-shirt di una manifestante

    Slogan sulla t-shirt di una manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Corteo in movimento

    Corteo in movimento

    Foto di Caterina Maggi

  • Corteo in movimento

    Corteo in movimento

    Foto di Caterina Maggi

  • Slogan

    Slogan

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

  • Manifestante

    Manifestante

    Foto di Caterina Maggi

Il Pride è tornato a colorare la "città dei diritti". Nonostante i tempi difficili - e le poche mascherine nel corteo - la parata ha sfilato lungo le strade di Bologna in sostegno al ddl Zan, bloccato dal Parlamento dopo che Italia Viva ha deciso di abbandonare la maggioranza che lo sosteneva. Il testo vorrebbe allargare le tutele già previste dalla legge Mancino a donne, comunità lgbtq+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, termine- ombrello Queer e altri) e disabili, promuovendo inoltre la sensibilizzazione contro i crimi d'odio contro queste categorie nella società. Al partito centrista dell'ex premier, in avvicinamento al polo di destra della Lega, non sono però piaciuti alcuni articoli (1,4,7) e ha deciso di non offrire il proprio supporto all'approvazione del testo. 

 

Gli articoli in questione riguardano: 

 

1. La definizione delle categorie trattate nel testo, in particolare quella di "identità di genere". Essa consentirebbe di includere nelle tutele del nuovo testo le persone transgender anche se non operate, un'attenzione particolare dal momento che le procedure per gli interventi chirurgici e le terapie ormonali per il cambio di sesso sono lunghi, onerosi, spesso accidentati od ostacolati da condizioni sociali ed economiche a cui questi cittadini sono soggetti (ad esempio l'impossibilità di allontanarsi da un ambiente transfobico per ragioni economiche, o di ottenere un impiego stabile per le medesime ragioni). Permetterebbe inoltre di inserire anche le persone definite dal termine ombrello "Queer" nel novero dei beneficiari delle nuove tutele. Eppure, il partito Italia Viva non accetta questa definizione, lamentando che porterebbe il testo a essere un manifesto della "ideologia gender" - tema per altro già cavallo di battaglia della Destra parlamentare.

 

4. In questo articolo è scritto "sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­ terminare il concreto pericolo del compi­ mento di atti discriminatori o violenti". Si tratta dunque di una norma che, per lo meno sulla carta, garantisce la libertà di espressione fintanto che essa non istiga alla violenza. Secondo le opposizioni invece porterebbe a una forma di "bavaglio della libera opinione".

 

7. Il riconoscimento del 17 maggio come Giornata nazionale contro queste discriminazioni e l'istituzione delle attività propedeutiche, nelle scuole e nelle istituzioni, per arginare il fenomeno dell'odio abilista, di quello misogino e dell'omolesbobitransfobia. Ad allarmare l'opposizione e lo Stato Vaticano è l'eventuale obbligo anche per le scuole paritarie di proporre ai giovani attività di sensibilizzazione di questo tipo (un obbligo che per altro avrebbe profili di incostituzionalità essendo contraria all'articolo 33 della Costituzione). Non sembrano però esserci riferimenti a introduzione di obblighi speciali nel testo. 

 

Delusi da questo voltafaccia, i manifestanti del Pride di Bologna hanno deciso di conferire una carica più polemica alla manifestazione rispetto alle manifestazioni precedenti, includendo nel corteo e nell'organizzazione degli eventi associazioni anche esterne al mondo lgbtq+, come gruppi transfemministi e femministi intersezionali.