ELEZIONI

Proprio quando sembrava che il centrodestra avesse raggiunto un compromesso per il candidato sindaco è arrivata un'altra doccia gelata. Il civico Fabio Battistini (che corre per la candidatura da dicembre), sembrava infatti praticamente arrivato ma le resistenze interne - non solo da parte di Forza Italia, che fa ancora pressing per il senatore Andrea Cangini, ma soprattutto di Fratelli d'Italia, che non era stata inclusa nell'ultimo incontro - hanno portato a un’ennesima fumata nera per uno stallo che secondo alcuni durerà ancora una settimana. La redazione di InCronaca ha intervistato Davide Rondoni, poeta e scrittore bolognese che ha fondato, ormai un anno fa, la lista civica “E” (perché, come sostiene lui stesso, «è orientata al centrodestra ma vuole essere aperta a tutti»), che vede fra i suoi fondatori e membri più in vista proprio l’imprenditore Fabio Battistini.

 

Dopo l’ennesimo rinvio, qual è il clima in “casa Battistini”?

«Siamo molto sereni e tranquilli, nel senso che abbiamo lanciato un’idea che a prescindere dalle tempistiche, continua a essere molto valida. Non sta a noi decidere quando i partiti devono scegliere: ho lanciato Fabio a dicembre e ritengo ancora che sia il miglior candidato possibile».

 

In vista della recrudescenza del virus, Matteo Lepore potrebbe chiedere un’anticipazione al voto...

«La realtà è che ha paura, perché a ogni settimana in più di campagna elettorale rischia di perdere voti. Dal punto di vista sanitario, le Primarie con Isabella Conti le hanno fatte senza nessun problema e in autunno inoltre, apriranno di nuovo le scuole. Mi sembra un argomento farlocco, ma non sta a me decidere. Comunque il voto sarà realisticamente intorno a metà ottobre».

 

Non è la prima volta che Bologna fatica nel trovare un candidato per l’area di centrodestra. Perché, secondo lei, non c’è mai una vera alternativa?

«Se vogliamo paragonarci al modello di Giorgio Guazzaloca, dico subito che questo parallelismo non ha senso perché sono cambiate moltissime cose in diciassette anni, in primis, lo strapotere di cui il Pd godeva in città. La questione di oggi, che ho ribadito più volte, è che non esiste più un’alternativa destra-sinistra ma che Bologna rischia, per i malgoverni che ha avuto, di finire in una palude sociale, economica e culturale. E i segnali sono abbastanza evidenti».

 

La città sta attraversando una crisi culturale?

«Sono cambiati tutti i riferimenti e se oggi gli uomini che si dicono di sinistra leggono Michele Serra al posto di Pasolini, è ovvio che non si capisce più niente. Non si tratta di crisi partitica o politica in senso stretto; la crisi è culturale e Bologna ha bisogno di un nuovo leader che sappia cogliere da un momento di grosso rischio, come questo, una fonte di opportunità».

 

Quali sono i progetti di “E” al momento?

«Il nostro progetto è partito sei mesi prima del governo Draghi e ci siamo proposti di mettere attorno al tavolo le persone più competenti della città. Ci stiamo confrontando con tante personalità cittadine sui prossimi passi da fare. Ho in mente qualche bella iniziativa per la campagna elettorale, ma ancora non svelo niente».

 

Molti sostengono che Battistini non sia un profilo conosciuto, al contrario di Andrea Cangini

«Non siamo preoccupati della notorietà del candidato ma dei contenuti che si propone per dare nuova linfa a Bologna. Fabio è un’ottima persona, siamo amici da tanto e direi che siamo partiti più che bene. Vedremo cosa succederà, noi ci siamo».

 

 

 

In copertina: il poeta e scrittore Davide Rondoni