CERTIFICATO VERDE

Green pass “alla francese” si o no? Il dilemma dell’attuale fase pandemica è questo. Con oltre 25 milioni di vaccinati contro il Covid-19 nel nostro Paese, si è acceso il dibattito sull’opportunità di vincolare al certificato verde l’accesso a una serie di servizi e attività. Tra i settori che nell’ultimo anno e mezzo hanno risentito maggiormente di chiusure e restrizioni ci sono quelli dello spettacolo e delle discoteche. Da pochi mesi abbiamo assistito alla riapertura dei teatri e dei cinema, ma non solo. Via libera anche per eventi all’aperto e concerti, seppur con un numero contingentato di presenti nel rispetto delle misure di sicurezza. Sotto le Due Torri è stato il gestore dell’Estragon nonché punto di riferimento del panorama musicale cittadino, Lele Roveri, ad esprimersi in merito all’obbligatorietà del green pass: «Se fosse davvero lo strumento attraverso cui poter tornare finalmente a lavorare, non posso che essere d’accordo». Nell’attesa di una decisione definitiva riguardo il certificato verde, Roveri ha provato per così dire a buttare il cuore oltre l’ostacolo. «Tre giorni fa – racconta – abbiamo annunciato i due concerti di Cosmo a ottobre. Ci auguriamo che questo evento possa fare da pioniere per arrivare a un compromesso, tornando a lavorare e guardando i concerti in piedi in tutta sicurezza».

Un esperimento pilota, per il quale si ipotizza anche una collaborazione di Asl. L’azienda, se ci sarà la possibilità e le condizioni tecniche per farlo, potrà vaccinare chi fosse interessato direttamente sul luogo dell’evento. Per adesso i biglietti in vendita previsti sono 2.000, con la possibilità di estenderli fino a un massimo di 3/4mila. «L’idea – continua Roveri – è quella di allargare la vendita dei ticket al maggior numero di persone possibili. Nei prossimi mesi ci muoveremo di conseguenza rispetto ai nuovi protocolli che verranno introdotti». Green pass, tamponi e possibili vaccinazioni in loco sono le tre condizioni essenziali a cui Lele Roveri si affida per una perfetta riuscita del concerto. «Vorremmo – spiega – aggiungere anche altre date, anche perché Cosmo farà solo quei concerti. L’idea è quella di fare repliche fin quando ci sarà richiesta, dando vita a una vera e propria festa in totale sicurezza a cui parteciperanno persone da tutta l’Italia». Ma se gli eventi e i concerti all’aperto hanno ripreso bene o male la loro attività, a rimanere ferme sono sempre le discoteche. «Tornare nei club – sottolinea – è diventato per noi di vitale importanza. Non è pensabile andare avanti così per un altro anno. Non prenderemo nemmeno in considerazione l’idea di riaprire con posti a sedere perché sarebbe nuovamente avvilente». Il futuro del mondo dello spettacolo e delle discoteche è ancora in divenire, ma una cosa è certa: il certificato verde può essere la melodia, ma per tornare a quella ormai lontana normalità c’è bisogno dell’intera canzone.