Verso le amministrative

Una lista Isabella Conti, ma senza Isabella Conti. Manca ancora l’ufficialità ma è ormai molto probabile che il progetto si concretizzi. A dimostrarlo anche la presenza della Sindaca di San Lazzaro ieri al Dumbo per la serata inaugurale della Fabbrica del programma di Matteo Lepore, chiaro segnale della volontà di dare un contributo alla corsa dell’ex-sfidante verso Palazzo D’Accursio.

Si prospetta dunque una lista, in appoggio alla coalizione leporiana, associata a Isabella Conti, che possa attirare un elettorato moderato e centrista e, nelle intenzioni, impedire che i circa 10mila elettori che l’avevano scelta alla Primarie (tanto valeva il 40% raccolto sotto il gazebo) vada disperso.

Ma una “lista Conti senza Conti” è davvero una buona mossa? Secondo il professore emerito di Scienza Politica Gianfranco Pasquino, sì: «Gli elettori sanno che quella è la lista che porta avanti le idee della Conti. E presumibilmente dentro ci troveranno nomi che facilmente collegheranno a lei». Anzi, Il mancato coinvolgimento diretto della sindaca, secondo il professore, potrebbe anche rivelarsi un vantaggio: «Candidandosi darebbe un segnale di personalizzazione, che invece così è scongiurato».

L’obbiettivo è quello di portare al centrosinistra i voti andati alla Conti durante le Primarie. Basterà la lista? «Non lo so se proprio tutti la voteranno, ma di certo una buona parte lo farà», è l’opinione di Pasquino che ipotizza anche una percentuale: «Immagino che sranno almeno il 70 o 75%».

 

Un altro argomento che tiene banco negli ultimi giorni riguarda la data dell’appuntamento con le urne. A sinistra si vorrebbe andare già a settembre. Lo ha detto ieri Lepore. Oggi gli fa eco Andrea De Maria: «Sono convinto che ci siano tutte le ragioni e le condizioni perché le elezioni amministrative si svolgano già a settembre. Sarebbe la scelta più giusta sul piano della sicurezza sanitaria». Dal centrodestra invece arriva invece netta contrarietà allo scenario di un voto a settembre.

Chiediamo al professor Pasquini se votare prima possa rappresentare un vantaggio tattico per il centrosinistra. «Non è un aspetto poi così importante. Però se il centrodestra continua a non scegliere un candidato certamente votare prima è uno svantaggio per loro. Se si votasse il primo settembre il centrodestra non potrebbe fare una campagna elettorale decente. Direi che la data più giusta sarebbe intorno al primo ottobre».

Già, continua a restare in sospeso il candidato di centrodestra. Valentina Castaldini, raggiunta per telefono, ci ha detto che neppure oggi (e probabilmente nemmeno entro la fine della settimana) si avrà ufficialmente una investitura. Ma da ieri il nome del civico Fabio Battistini sembra vicino a spuntarla. Il che significa il prevalere della posizione della Lega su quella di Forza Italia, che spingeva per il loro senatore Andra Cangini. «Difficile dire perché ha prevalso la Lega, che, per altro, dopo la Borgonzoni, ha un precedente non buono coi suoi candidati», è il commento di Pasquino. «Immagino che abbia giocato un ruolo la divisione dei compiti. Probabilmente Forza Italia ha preferito maggiori presenze altrove». Ma la probabile scelta di un civico induce il professore a un altro ragionamento: «In sostanza tutto il centrodestra ci sta dicendo che tra tutti i loro politici a Bologna non c’era nessun candidato competitivo. Il messaggio che passa è che non hanno una classe dirigente».