edilizia

Un bando europeo che coinvolgerà 110 case popolari, 1.827 alloggi ubicati sul territorio della Città Metropolitana per un investimento di oltre 60 milioni di euro entro il 2023. «Un fatto storico unico» per il presidente Acer, Alessandro Alberani. Rifare il cappotto termico, cambiare gli infissi delle finestre e ripristinare il risanamento sismico, tutto in chiave green. È quanto prevede il progetto Superbonus 110%, la misura incentivante del Governo che prevede agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica. «I cittadini non spenderanno un centesimo – assicura Alberani – e non dovranno uscire di casa durante i lavori. In questo modo vince Bologna, la comunità e l’ambiente».

Col supporto di Aess, l'Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile, Acer ha predisposto una gara europea da 63 milioni di euro ma a geometria variabile, nel senso che con gli interventi di miglioramento sismico (che saranno valutati di volta in volta, oltre a quelli energetici) può arrivare fino a una cifra complessiva intorno agli 80 milioni. Il bando sarà pubblicato a breve, assicura Acer, che prevede l'aggiudicazione tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Poi saranno eseguite le indagini preliminari sul campo e si darà il via agli interventi veri e propri, nella speranza di finire in tempo. La scadenza per la fine dei lavori è infatti il 2023, se si vuole ottenere l'agevolazione del 110%. «Stiamo battagliando con il Governo per rendere più flessibili i tempi – spiega il presidente Acer -. Da domani dobbiamo marciare in modo pazzesco».

Sia per le tempistiche strette che per le richieste contenute nel bando (materiale certificato e con garanzia pluriennale), l’azienda bolognese ha stipulato una super-polizza a copertura totale anche di eventuali ritardi dei lavori e delle procedure fiscali, in modo da evitare brutte sorprese soprattutto ai Comuni soci, che al contrario sarebbero chiamati a ripianare il buco di bilancio. Tuttavia, le preoccupazioni non finiscono qui. «C’è un problema di approvvigionamento delle materie prime e dei ponteggi – continua Alberani – e al Governo stiamo chiedendo, inoltre, uno snellimento delle procedure burocratiche e la possibilità di estendere questa possibilità anche ai tanti edifici rimasti fuori dal bando».

Gli immobili su cui intervenire sono stati selezionati insieme ai Comuni sulla base dei criteri prescritti nella normativa sul 110% (quindi dove è possibile fare il salto di almeno due classi energetiche) e di altre necessità. Sono stati scelti ad esempio edifici non tutelati dalla Soprintendenza o con caratteristiche di pregio, per evitare un rallentamento dei tempi, e stabili che avevano urgente bisogno di manutenzione. Gli interventi permetteranno una riduzione delle emissioni inquinanti («come se si piantassero 1200 alberi ad alto fusto») e alle famiglie di risparmiare sulla bolletta fino al 55%. In soldoni, questo significa che per un appartamento medio di 80 metri quadrati abitato da tre persone, una famiglia potrà risparmiare fino a 500 euro all'anno di riscaldamento. «Ci voleva un'azienda solida – rivendica Alberani – senza il lavoro di questi anni non avremmo potuto assumerci questa responsabilità. È il modo migliore per chiudere il mandato, con un progetto che sta dalla parte delle persone e dell'ecologia».

 

In foto da sx: il vicepresidente Acer Marco Bertuzzi, il presidente Acer Alessandro Alberani, il direttore Aess Piergabriele Andreoli, l'ingegnere Acer Antonio Frighi