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Bologna si conferma, con Milano, il mercato immobiliare più vivace del Paese. «Nessuno di noi si aspettava una ripresa simile», afferma Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato Nomisma. «Nel primo semestre 2021 i principali indicatori di mercato tornano a risalire. L'intensità della domanda è stata il fattore determinante di tale ripresa, al quale hanno fatto seguito la velocità di assorbimento e la dinamica delle compravendite. Bologna risulta la città con la maggiore dinamicità nella prima parte dell'anno», si legge nel report sul mercato immobiliare 2021 diffuso oggi da Nomisma, la società bolognese che realizza ricerche di mercato e consulenze. Anche la dinamica dei prezzi, nota l'istituto di ricerca, è tornata a essere positiva, compensando in parte le flessioni degli ultimi semestri. I prezzi nell'ultimo semestre hanno registrato una variazione positiva del 2% in media (+2,2% le abitazioni usate, +1,3% per quelle nuove). Il divario tra prezzo richiesto e prezzo effettivo si è ridotto e per le abitazioni usate si è passati dall'11,5% al 9,5%. I tempi medi di vendita sono risultati stabili: per trovare un acquirente servono circa 5,5 mesi per le abitazioni nuove, mentre si sono ridotti da 5,2 a 4,5 mesi per quelle usate. Dati a fronte dei quali la maggioranza degli agenti (circa il 68%) è certa di un pieno recupero del mercato delle compravendite nel corso dell'anno e sono «propensi a immaginare che si recuperino le possibilità perse in pandemia», sostiene Elena Molignoni, responsabile osservatorio immobiliare Nomisma.
La domanda continua, comunque, a polarizzarsi tra chi può permettersi di accedere a un mutuo per acquistare un'abitazione di nuova costruzione o con maggiori metri quadrati e spazi verdi e chi, invece, è costretto a rivolgersi al mercato dell'affitto o a soluzioni in proprietà, ma al di fuori da Comune.

«Le difficoltà sono state riassorbite e il sistema sta beneficiando del clima ottimistico – commenta Dondi dall’Orologio – anche se tendiamo a guardare solo la parte positiva. C’è una parte di mercato in calo, che avrà implicazioni negative sulle performance migliori». L’ad si riferisce al comparto non residenziale che, dopo il crollo del 2020, non sembra avviato verso la ripresa (più dinamico il quadro, per esempio, a Milano). «Per gli uffici la parola è incertezza – spiega Federica Selleri di Crif – poiché è necessario capire come le aziende si comporteranno con la questione smart working. Si creeranno nuove tipologie di spazi? Le persone lavoreranno solo da casa?». Il numero di compravendite si è ridotto in modo rilevante nel corso del 2020, raggiungendo una contrazione del -25% per il settore direzionale e del -43% per quello commerciale. Nel direzionale la domanda di acquisto ha continuato a ridursi anche nella prima parte del 2021. Dinamiche che hanno determinato una riduzione del livello dei prezzi su base annuale del -1,9% nonostante vi sia una lieve crescita nella prima parte del 2021 (+0,4%). In calo anche gli affitti: -1% nel semestre e -3,6% su base annua, con tempi medi per la ricerca di un inquilino che si allungano, attestandosi a sette mesi in media. Il segmento commerciale ha sofferto maggiormente l'ultimo anno scontando l'assenza di una domanda attiva e dei flussi turistici. I prezzi si sono ridotti del -2,8% su base annuale, mentre risultano stabili nella prima parte del 2021 (+0,1% su base semestrale). I tempi medi di vendita di un negozio a Bologna si sono attestati attorno a 9,5 mesi, stabili rispetto alla precedente rilevazione.

 

Copyright: Filippo Alessandra