vox populi

Mentre la variante Delta mette in allarme il mondo intero, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesu, parla di «un ritmo bruciante che porterà a un nuovo picco di casi e decessi». Una preoccupazione che ha spinto la Francia a introdurre l'estensione del Green Pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti: da fine luglio per entrare nei luoghi di cultura, come anche in molti cinema, sarà obbligatorio presentare il certificato mentre da inizio agosto la misura verrà estesa a bar, ristoranti, centri commerciali, lunghe tratte in treno, pullman, aerei. Dopo il discorso del presidente Emmanuel Macron, in diretta tv a reti unificate, ben 926.000 francesi hanno prenotato il vaccino.

 

Cosa ne pensano i bolognesi? InCronaca ha intervistato alcuni pendolari, ristoratori, camerieri, lavoratori e studenti per capire come sarebbe accolta una decisione simile in Italia.

«Sarà necessario prevedere misure simili, chi è costretto a muoversi con i mezzi pubblici come me è stufo di stare in pensiero un’ora la mattina e un’ora la sera, tutti i giorni. Non è difficile vedere persone a bordo dei treni senza mascherina e i cittadini non possono farsi carico di obbligare i passeggeri meno attenti a rispettare le regole, assisto quotidianamente a discussioni, anche violente, nella tratta Reggio Emilia-Bologna, per questo motivo». Carla Chiotti, impiegata cinquantenne, non ha dubbi ed è favorevole all’introduzione di una misura simile, come Andrea La Pietra, 25enne laureato in design e discipline della Moda: «Trovo sia corretto. Certo, per chi come me ha già ora il green pass non credo sia un problema esibirlo, penso però a chi ancora non ha completato la profilassi per via dei ritardi nella vaccinazioni di alcune regioni o chi è costretto ad aspettare dopo aver contratto il virus il via libera, con l’arrivo dell’estate e la voglia di leggerezza credo non sarebbe facile gestire chi si sentirebbe escludo», ha commentato ai nostri microfoni. Benedetta Susi, laureanda in storia dell’arte e hostess al Sequoie music park, è favorevole. «Credo sia una decisione giusta, che potrebbe anche in Italia sensibilizzare la comunità. I festeggiamenti degli europei hanno dimostrato la voglia di tornare alla normalità, credo però che la sicurezza vada garantita. Nel mio lavoro sono costretta a stare a contatto con tantissime persone, avere la certezza che le mie iterazioni siano sicure mi farebbe stare più tranquilla, anche nell’ottica del pubblico di più disteso durante i concerti». Sul versante imprenditoriale ci sono però dei dubbi, come evidenzia il commento di Atina Lazzari, figlia del proprietario del celebre Bar Maurizio in via Guerrazzi. «Se fosse l’unica alternativa alla chiusura ovviamente accoglieremmo la misura impegnandoci, credo sarebbe imbarazzante chiedere ai clienti di esibire il Green Pass, abbiamo fatto una fatica incredibile ad assicurarci che venissero rispettate le norme, negli ultimi mesi ricordare di continuo ai clienti di utilizzare le mascherine è diventata l’abitudine». C’è anche chi teme per il proprio lavoro, come Sara Felluca, di origini abruzzesi e cameriera da Banco 32, al Mercato delle Erbe. «Ho già perso il lavoro una volta durante l’emergenza, ora che si sta riprendendo a lavorare a pieno regime, pur con alcune limitazioni, temo che come dipendente potrei rimetterci, qualora venisse negato a chi ancora non è vaccinato di accedere a locali e ristoranti».