ripartenza

Il Green Pass, il lasciapassare contro il Covid, potrebbe diventare obbligatorio per ristoranti e mezzi di trasporto. L’Italia sta valutando il modello francese assieme alla proroga dello stato di emergenza di almeno due mesi. Ma i fronti si spaccano non appena l’ipotesi passa al vaglio. E mentre il Pd è orientato ad aderire al modello Macron, il centrodestra insorge, paventa il rischio di ritrovarsi in una «società orwelliana, anticostituzionale», in cui verrebbe meno «la sacra e inviolabile libertà individuale». 

Non è dello stesso parere, nel momento in cui la discussione viene calata sullo sfondo locale, l’assessore comunale alla sanità di Bologna, Giuliano Barigazzi. «Sarebbe opportuno riprendere il modello francese, visto il rischio di una probabile risalita dei contagi a causa della variante Delta». A sostegno della sua posizione Barigazzi sottolinea come l’aumento dei contagi, proprio grazie alle vaccinazioni, non coincida più con quello delle ospedalizzazioni e dei decessi. «Per questo motivo - aggiunge - è fondamentale proseguire a pieno ritmo con le vaccinazioni, non a caso abbiamo sollecitato l’Asl a essere il più presente possibile anche nelle piazze e nei centri commerciali per convincere i più scettici». In sintesi Barigazzi evidenzia la duplice funzione che il Green Pass "modificato" avrebbe: evitare nuove chiusure e lockdown da un lato, spingere a vaccinarsi chi ha ancora dei dubbi. 

E il dilemma non è solo “modello francese sì, modello francese no”, ma se adottare questo modello possa rivelarsi una decisione «troppo prematura», come ha fatto notare il M5S. E Barigazzi obietta: «Non perderei tempo in discussioni. Se si ritiene che questo strumento sia utile per ritornare alla normalità e impedire nuovi lockdown non credo che sia prematuro». 

Più conforme al parere dei 5 Stelle è invece Maria Paola Landini, direttrice scientifica dell'Istituto Ortopedico Rizzoli. «Altre misure costrittive? Il Green Pass per andare al ristorante? Penso che l’Italia possa aspettare prima di prendere una decisione simile a quella della Francia, sempre che si migliori e si intensifichi la campagna comunicativa che fino ad ora è stata un disastro e che il numero dei vaccinati continui a crescere a buon ritmo». Ma Landini ci tiene a trasmettere un messaggio rassicurante dopo aver confermato che i contagi, probabilmente, continueranno ad aumentare. «Il sistema sanitario nazionale è oggi ben sotto la soglia di allarme. La maggior parte dei nuovi ricoverati sono non vaccinati o vaccinati con una sola dose». Per la direttrice scientifica, insomma, più che puntare su nuove restrizioni «bisogna convincere le persone a vaccinarsi. Questo è il punto su cui concentrare tutti gli sforzi».