Turismo

I numeri non sono quelli del periodo pre Covid, ma un miglioramento rispetto al 2020 c’è stato e le previsioni per il prosieguo della stagione sono buone. L’Appennino vuole ripartire dopo un inverno tremendo, segnato sia da una situazione pandemica molto grave che da ingenti perdite economiche a causa della cancellazione della stagione sciistica. I Comuni stanno studiando diverse strategie: il sindaco di Monterenzio Ivan Mantovani ci ha fornito una panoramica della situazione del paese, ripartito grazie alla molteplicità di attrazioni ma anche con una dolorosa rinuncia.

 

Mantovani, su quali aspetti sta puntando Monterenzio per attrarre turisti?

«I baluardi della nostra ripartenza sono valorizzazione della biodiversità e turismo di prossimità. Sulla prima stiamo lavorando da mesi alla Bee Valley, un progetto innovativo legato al controllo delle api e alla produzione di miele, che prossimamente verrà replicato da Vergato; sulla seconda il vantaggio di Monterenzio è quello di essere una tappa di due dei più importanti cammini della montagna bolognese, la Via Mater Dei (che collega il capoluogo a Firenzuola, ndr) e la Via del Fantini (da San Lazzaro a Loiano, ndr). In più possiamo vantare numerosi agriturismi all’interno del nostro territorio, più di quanti ce ne siano negli altri paesi appenninici, e soprattutto abbiamo il Villaggio della salute più, che è uno dei parchi termali più grandi d’Europa e prima dell’avvento del Covid contava quasi 120mila presenze all’anno. Anche la piscina comunale è fonte di attrazione turistica da tutta la provincia».

Quali strategie promozionali state adottando in particolare?

«Lavoriamo molto sia sui nostri canali social sia sulla cartellonistica. È chiaro però che il tempo per organizzarci è stato poco e qualche rinuncia abbiamo dovuto farla».

Ad esempio?

«La Festa celtica, che di solito era prevista a fine giugno. Per mettere su eventi di questa portata, ai quali partecipano più di mille persone, ci vuole tempo: l’Emilia-Romagna è diventata zona bianca solo a metà mese, avevamo tempi troppo ristretti. Ma ci rifaremo sicuramente l’anno prossimo».

A proposito di giugno, che afflusso avete avuto nel corso del mese? Rispetto a giugno 2020 trova che ci sia stato un miglioramento o un peggioramento?

«In realtà il Villaggio della salute più ci ha consentito di avere un primo afflusso già nel mese di maggio; anche la folta presenza di agriturismi ha dato un contributo alla ripartenza, grazie soprattutto all’organizzazione di tre o quattro matrimoni a settimana. Poi rispetto al 2020 trovo che la situazione sia notevolmente migliorata, ma è comprensibile: lì le persone avevano il terrore costante di ripiombare nel lockdown da un momento all’altro, qui sapevano già da maggio che la loro estate era salva. Anche noi in Comune lo sapevamo, ma ci servivano certezze».

Per le prossime settimane pensa che la situazione a livello di afflusso migliorerà?

«Sono fiducioso che sarà così, poi è chiaro che andrà costantemente monitorato ogni sviluppo sulla variante Delta».

Avete riscontrato una presenza maggiore di turisti italiani o stranieri? E nel caso degli italiani, provengono più da Emilia-Romagna o altre regioni?

«Certamente ci sono più italiani, di turisti stranieri in generale se ne vedono pochi da questa parte. La maggior parte di quelli che vengono qua sono della provincia di Bologna, ma con l’organizzazione costante di matrimoni e con il Villaggio della salute più abbiamo affluenza da tutte le regioni».

Per quanto riguarda invece strutture ricettive come ristoranti e alberghi, le chiedo se sono stati riscontrati problemi sul reclutamento di lavoratori stagionali.

«Sì purtroppo, anzi per certi versi ne risentiamo ancora. È chiaro infatti che negli agriturismi il processo di selezione del personale è più accentuato, soprattutto con così tanti matrimoni da organizzare. Il problema è che oggi si tende a cercare quasi esclusivamente un impiego a lungo termine e al contrario chi riceve il reddito di cittadinanza non lo cerca proprio».

 

Di seguito la gallery con i luoghi più interessanti da visitare in estate nell’Appennino. L’articolo completo sarà disponibile nel prossimo numero di Quindici, in uscita giovedì.

 

 

Foto