ESPOSIZIONE

Un breve viaggio nella storia della camicia, capo iconico e transgenerazionale. È stata inaugurata ieri, negli spazi del DAMSlab di Bologna, Shirt in Short. Brevi storie di camicie, mostra progettata durante il workshop finale dagli studenti del Master in Design and Technology for Fashion Communication, grazie ad un accordo tra l’Università di Bologna e la Fondazione Fashion Research Italy e diretto dalla Professoressa Federica Muzzarelli. «Nelle tre settimane di workshop, gli studenti si sono occupati della selezione del prodotto e di come dev’essere raccontato - ha spiegato Vittorio Linfante, direttore artistico del master DTFC, proseguendo - La prima parte del lavoro è stata sulla comunicazione visiva e sui contenuti visuali, oltre che sui testi. La seconda sul fattore architettonico, ovvero la camicia-oggetto esposta in modi diversi. L’ultima fase è stata quella sui contenuti in versione digitale, e un accenno di multimedialità», ha concluso il direttore. Infatti scansionando con lo smartphone i Qrcode, è possibile visualizzare in 3D i capi esposti.

Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, inizia con “Be Wild”: un tributo all’emblematica camicia con motivo check di Woolrich, partner del Master per il secondo anno. In questa prima parte viene tracciata l’evoluzione del capo dall’utilizzo come vestiario da lavoro alla sua trasposizione nell’urbanwearda indumento simbolo della vita all’aperto a elemento essenziale del guardaroba metropolitano. Seguono “Be Ironic” e “Be Yourself”: da un lato il grafismo che ha animato gli anni Settanta, a più riprese citato nei decenni successivi attraverso gli accostamenti azzardati, eccessivi, esuberanti di stampe tessili con disegni ironici o pattern decisi e multicolore; dall’altro la monocromia rigorosa e le morfologie “neutre” delle creazioni di un fronte radicale di designer che, liberando i capi dal rigido binarismo di genere, ha contribuito a porre le basi per l’affermazione delle estetiche genderless e genderfluid. A chiudere il percorso, la sezione “Be Creative”, al centro della quale si trovano due pezzi della collezione “Anarchy Shirt” di Vivienne Westwood, due camicie che hanno segnato un’epoca, incarnando l’ethos punk “Do it Yourself”. Ospite d'onore dell’evento, con un prezioso intervento, il Presidente di Camera Buyer Italia, Giacomo Santucci, in  dialogo con Fabio Massaccesi, responsabile scientifico area Archivi e Stage del master.