dialogo aziendale

Un allentamento delle relazioni aziendali. È così che i segretari di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil definiscono la situazione venutasi a creare negli ultimi mesi nell’azienda bolognese Gd del gruppo Coesia. Nella realtà considerata da anni l’ "università del sindacato", ora suona un campanello d’allarme, che ha spinto i sindacati a indire una conferenza stampa per sollevare pubblicamente il problema. «Rispetto a prima – esordisce Paola Castronuovo della Fim – abbiamo registrato un allentamento delle relazioni tra la dirigenza e i lavoratori. Non significa che non ci siano, ma si sono indebolite e siamo preoccupati per i lavoratori». La fabbrica di Borgo Panigale è considerata da anni un simbolo per le contrattazioni, tant’è che nel 2019 i sindacati hanno festeggiato i 50 anni di lavoro attivo in Gd. «Riteniamo che in questo momento ci sia una mancanza di attenzione nei confronti dei lavoratori – prosegue Castronuovo –, i quali vorrebbero risposte che noi non sappiamo fornirgli perché non ci sono gli incontri con i dirigenti. Quello che manca è un orientamento». La sensazione che si prova, secondo Maurizio Pini, delegato Gd-Fim, è «come quando sei in un viaggio in macchina e vuoi usare il navigatore ma non va e non sai dove andare».
Alla luce dei fatti, è difficile non pensare al cambio di guardia al vertice di Coesia, con la nomina del nuovo amministratore delegato Alessandro Parimbelli arrivata lo scorso febbraio. E in effetti i tre esempi di "allentamento" portati oggi in conferenza stampa sono tutti accaduti piuttosto recentemente. Il primo riguarda il questionario rivolto ai dipendenti sullo smart working: a differenza di un anno fa, quello realizzato dall'azienda ad aprile non è stato condiviso con i sindacati», spiega il segretario della Fiom, Michele Bulgarelli. Un altro problema ha riguardato l'attivazione dell'hub aziendale per le vaccinazioni Covid, di cui i lavoratori non erano a conoscenza. «Le persone hanno saputo dei centri vaccinali dai giornali o dai dipendenti di altre aziende fornitrici», riferisce Bulgarelli. Infine, un ulteriore punto critico riguarda gli incontri di informativa industriale, dove si trattano temi come il carico di lavoro, l’andamento economico e i turnover. I sindacati hanno chiesto a tal proposito una riunione con il nuovo amministratore delegato a metà maggio, il quale ha risposto a metà giugno convocando l'informativa per il 28 luglio. «Praticamente ad azienda chiusa», fa notare Bulgarelli, spiegando che a quel punto si è valutato di rinviare direttamente al 13 settembre.
Se quindi qualche problema potrebbe essere imputato al cambio di ad – anche se nessuno dei presenti l’ha detto in maniera esplicita – il delegato Fiom in Gd, Fabrizio Torri, afferma che «alcuni segnali avevamo cominciato a vederli già da prima». Torri fa riferimento al comitato Covid nato l'anno scorso sulla base del protocollo tra sindacati e governo. «Abbiamo fatto un'infinità di incontri e bisogna darne atto – racconta -, però la percezione è che in realtà avvenissero a giochi già fatti, perché i dettagli erano già stati decisi».
Per ora, i sindacati non hanno in cantiere altre mosse. «Con le fabbriche quasi vuote non avrebbe molto senso – spiega Paolo Da Lan della Uilm – e comunque speriamo che l'aver condiviso le nostre preoccupazioni fuori dal recinto aziendale serva a smuovere i cuori di chi ha le redini». Fiom, Fim e Uilm hanno già calendarizzato tre giorni di assemblee a partire dal 14 settembre.

 

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