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Come fanno oggi i musei a valorizzare ulteriormente il loro patrimonio? Nuove strategie di finanziamento per la gestione e la valorizzazione delle collezioni accorrono in loro aiuto: Art bonus e Crowdfunding, presentate stamattina nell’ambito del percorso di formazione degli operatori museali che il Servizio patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna ha attivato. Un momento di approfondimento dedicato proprio agli strumenti dell’Art bonus e del crowdfunding, con l’obiettivo di avere maggiori dettagli sull’utilizzo degli stessi e, soprattutto, poter conoscere le esperienze dirette di due musei che li hanno adottati. 

Art bonus è in vigore dal 2014, si tratta di un credito di imposta del 65% che spetta a un qualsiasi contribuente che fa una donazione per progetti Art bonus. Chiunque fa donazioni in denaro (persone fisiche, enti, aziende) nei tre anni vedrà detratto il 65% della somma. Le quote sono destinate al restauro di beni culturali pubblici, al potenziamento o alla realizzazione di nuove strutture di spettacolo di enti pubblici e al sostegno a luoghi della cultura pubblici o enti di spettacolo. La caratteristica della donazione è la liberalità: tra donatore e beneficiario non ci sono contratti, vincoli o controprestazioni. Non c’è quindi alcun interesse a un ritorno di immagine. Fino a oggi sono stati superati i 580 milioni in erogazioni raccolte, da parte di 23mila mecenati, di cui hanno beneficiato più di quattromila enti. Con le donazioni ricevute i musei possono finanziare mostre, allestimenti museali, campagne di comunicazione, acquistare nuove opere o restaurarne altre già possedute, oltre che destinare le quote ad eventi promozionali, iniziative di formazione e didattica e attività di valorizzazione. Lo sfruttamento della donazione deve essere dichiarata e pubblicata. I musei dell’Emilia-Romagna registrati sulla piattaforma Art bonus sono 28 e hanno raccolto quasi quattro milioni di euro. In occasione del seminario è stato presentato un «caso virtuoso e di successo», come l’ha definito il direttore del Museo Civico delle cappuccine di Bagnacavallo. Art bonus è stato essenziale come fonte di finanziamento per l’organizzazione della mostra del 2019 dedicata a Albrecht Durer, una mostra che richiedeva grande sforzo organizzativo, con 135 opere e circa 20 prestatori pubblici e privati. Il secondo strumento di finanziamento, Crowfunding, consiste invece in una pratica di microfinanzamento dal basso. È un’occasione per ripensare a riprogrammare le strategie di comunicazione, permette di sperimentare nuove modalità di coinvolgimento delle comunità di riferimento, di verificare la sostenibilità e la fattibilità delle idee progettuali dell’organizzazione oltre che stimolare l’innovazione e l’acquisizione di competenze in particolare digitali. Il crowdfunding (non finanziario) può essere di due tipi: donation, senza in cambio riconoscimenti o premi; reward, che prevede l’opportunità per il sostenitore di avere una ricompensa. Lo scopo è raccogliere fondi per progetti speciali, per trovare nuovi partner, per fare comunicazione, per pre-vendere biglietti. Entrambe le forme sono utili strumenti di sostegno che attraverso campagne pre-organizzate promuovono progetti museali, come quello del Museo civico Bottacin di Padova.

Art bonus e Crowdfunding, grazie all'impegno dei sostenitori della cultura, stanno dando grandi risultati e benefici al patrimonio artistico del Bel paese.

 

 

 

Foto: artjob.it