timori

Il vaccino causa infertilità nelle donne e, più nello specifico, nelle bambine? Questa è la domanda che si sono posti i genitori delle giovani ragazze che devono vaccinarsi in questo periodo. L’allarmismo ha portato alcuni a decidere di non vaccinare i propri figli per paura che, da grandi, diventino sterili. Ma da dove nasce questa voce? Il 7 dicembre 2020 viene pubblicato un articolo sul sito Renovatio 21 intitolato “Vaccino e infertilità, il problema può essere reale. Parla l’ex direttore scientifico di Pfizer”. 

 

L’articolo chiede di fermare il test clinico di fase 3 del vaccino Pfizer-BioNTech. La petizione è firmata da Wolfgang Wodarg, medico e politico del partito tedesco Spd, e Michael Yeadon, fino al 2011 responsabile scientifico della divisione su allergie e malattie respiratorie di Pfizer e oggi consulente indipendente, già noto per la diffusione di teorie pseudoscientifiche sulla pandemia.   Nell’articolo viene enfatizzata la possibilità che il vaccino possa causare infertilità. «Ci si aspetta che le vaccinazioni producano anticorpi contro le proteine ​​spike di SARS-CoV-2. Tuttavia, le proteine ​​spike contengono anche proteine ​​omologhe alla sincitina, che sono essenziali per la formazione della placenta nei mammiferi come gli esseri umani». Secondo l’articolo bisognerebbe quindi accertarsi che il vaccino non causi una risposta immunitaria contro la sincitina, pena l’infertilità permanente delle donne vaccinate. 

 

Si tratta, secondo Facta (il portale anti fake news creato da Facebook e Pagella Politica, con il benestare dell’Autorità Garante delle comunicazioni) di una notizia priva di fondamento. Non esiste a oggi alcuna evidenza scientifica secondo cui il vaccino contro il Covid-19 possa causare infertilità femminile. La sincitina è una proteina che, negli esseri umani, è necessaria anche per lo sviluppo della placenta. Questa proteina era parte di un antico retrovirus, che è stata acquisita nel genoma umano e sfruttata poi dall’evoluzione a nostro vantaggio. Nei retrovirus le proteine analoghe alla sincitina permettono l’ingresso del virus nella cellula; la stessa funzione della proteina spike dei coronavirus e che rappresenta il bersaglio dei vaccini. Secondo Wodarg e Yeadon, quindi, la sincitina umana, essendo una proteina di origine virale analoga a spike, potrebbe essere riconosciuta dagli anticorpi in seguito al vaccino e questo renderebbe impossibile la formazione della placenta e, di conseguenza, la gravidanza.

 

In realtà però sincitina e spike, benché abbiano una funzione simile, sono proteine molto diverse, così come diversi sono retrovirus e coronavirus. Sincitina e spike non hanno quasi nessuna somiglianza a livello biochimico che permetta a un anticorpo contro la proteina spike di riconoscere anche la sincitina. La sequenza delle due proteine che è analoga è, infatti, troppo breve perché l’anticorpo si faccia “ingannare”. Inoltre, se così fosse, la sterilità sarebbe una conseguenza anche dell’infezione del Covid e della conseguente naturale risposta immunitaria. Non esiste però alcun indizio che questo accada.

 

Tiziano Dall’Osso, pediatra e Segretario regionale dell’associazione pediatri (Cipe), invita a non cadere nel tranello delle fake news. «Sono notizie prive di qualsiasi fondamento. Per i maschi, c’è uno studio pubblicato su un’autorevole rivista scientifica, Jama che ha analizzato il liquido seminale dei ragazzini: prima e dopo il vaccino non hanno trovato alterazioni. Per le femmine i ginecologi hanno escluso problemi di sterilità con il vaccino, che può anche essere utilizzato per chi sta facendo terapie ormonali. Purtroppo, siamo in un’epoca di fake news. Credo che dovremmo ricominciare ad affidarci al nostro medico di fiducia per avere notizie sanitarie!».

 

I genitori dei minori, va ricordato, possono decidere di non vaccinare i propri figli, non senza qualche ribellione: due settimane fa, un diciassettenne fiorentino si è rivolto all'Associazione avvocati matrimonialisti (Ami) della Toscana dopo che i suoi genitori, entrambi no vax, gli hanno negato il consenso a ricevere il vaccino anti Covid.  «Non ci sono alternative. Se voglio tornare a uscire, divertirmi, viaggiare, ma anche semplicemente frequentare i miei amici in sicurezza, devo vaccinarmi», ha ribadito il giovane.