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Sono cinque le pmi del settore agroalimentare che, nella figura dei rispettivi titolari, hanno partecipato all’evento “Smart & Food, dal campo al consumatore”, dedicato alle tecnologie per la produzione e conservazione del cibo e organizzato dalla Camera di commercio di Bologna, in collaborazione con Mister Smart Innovation.

Novamont, azienda leader nel settore delle bioplastiche con centro direzionale a Novara; Funghi Valentina, società agricola di Minerbio in provincia di Bologna; Aquaponic startup di Bologna, specializzata nel sistema dell’acquaponica; Essenza Gelato, una realtà a gestione familiare di Savignano sul Panaro in provincia di Modena e GecoSistema società di ingegneria di Cesena sono state protagoniste di un appuntamento, il cui scopo è stato quello di confrontarsi sul tema delle nuove tecnologie applicate nel sistema del food e dell’agricoltura. I cambiamenti climatici e la richiesta di sensibilità riguardo alle tematiche ambientali, infatti, stanno creando un grande fermento del settore dell’agrifood e in ottica sostenibile, sia per ridurre sprechi (ma anche per riutilizzarli) sia per portare innovazione tecnologica nella filiera che parte dalla coltivazione del campo e arriva col prodotto alla tavola del consumatore.

Non a caso, a presentare l’incontro che si è tenuto online, c’era, oltre a Giuseppe Ianaccone segretario generale vicario della Camera di commercio di Bologna, anche Valeria Pignedolimanager del Tecnopolo Bologna Cnr, la quale ha sottolineato quanto sia importante «avvicinare le imprese, soprattutto le pmi al mondo dell’innovazione» e di come il Tecnopolo Cnr abbia un «ruolo di ponte tra la ricerca e il mondo delle imprese». E, infatti, la ricerca rimane il cardine attorno a cui ruota l’innovazione.

Un esempio è il progetto di ricerca di GecoSistema, che è stato sviluppato attorno all’idea di «utilizzare i dati satellitari e le previsioni stagionali per fornire informazioni che possono essere usate dall'azienda agricola per risolvere alcuni dei problemi del mondo agricolo. Sono informazioni che possono essere, per esempio, di supporto alle pratiche di irrigazione, in base alla stagione e in previsione delle prossime decadi», ha spiegato il direttore tecnico Paolo Mazzoli. «Questa è l'idea che sottende al progetto che abbiamo sviluppato insieme al Consorzio di bonifica della Romagna», ha continuato. «Si tratta di un servizio web. Un prodotto nato dalla ricerca che ha l'ambizione di portare informazioni che provengono dal vasto numero dei dati satellitari e dalle proiezioni climatiche, dando all'utente finale un'informazione che lui può visualizzare, comprendere e utilizzare in maniera molto rapida». E le previsioni meteorologiche stagionali sono possibili grazie al portale Copernicus, un climate datastore finanziato dall’Unione Europea, che rende disponibili «variabili di previsione che provengono dai centri meteo più svariati, a livello italiano ed europeo, e che aiutano a studiare anche il cambiamento climatico». Il Tecnopolo in via Stalingrado sarà il centro metro di Bologna, tra l’altro.

A proposito di cambiamento climatico, si dovranno rivedere anche i metodi di irrigazione dei campi. Valentina Borghi dell’azienda agricola Funghi Valentina, specializzata nella coltivazione dei funghi champignon da oltre trent’anni, sostiene che il cambio del clima porti sempre più spesso a piogge e bombe d’acqua, che i campi per come sono organizzati e distribuiti non riescono ad assorbire, producendo spreco e allagamenti. «Si tornerà a fare fossi e scoline per contenere e raccogliere l'acqua, come facevano i nostri nonni», ha detto. E in generale, la funghicoltura è esempio di un’agricoltura intensiva e curata (a differenza di quella estensiva e sottoposta alle intemperie molto presente negli anni ’80). Un settore in cui «invenzione e innovazione possono creare veramente una rivoluzione. Più il settore è maturo come nel nostro caso, più l'applicazione tecnica può stravolgere l'evoluzione. In questo ambito si ha bisogno di questa applicazione tecnica, perché ancora c'è molto da fare per la sostenibilità e la circolarità. E ancora ci perdiamo per strada, parlando di recupero dell'acqua o dell'utilizzo dei reflui, del comprendere e collegare tutti gli step della filiera».

Una buona idea per non sprecare l’acqua, ma anzi per risparmiarne fino al 98% è quella dell’acquaponica. «È un sistema di coltivazione fuori suolo», spiega Francesco Lombardo, cofounder di Aquaponic. «Siamo completamente svincolati dal terreno agricolo e si sfrutta la sinergia tra allevamento del pesce e la coltivazione di ortaggi. Infatti gli escrementi dei pesci e le materie organiche rimangono nell'acqua che noi riutilizziamo per fare l'orto in verticale, orizzontale, sui terrazzi, indoor o outdoor. Ci sono due ambienti separati, uno per l'allevamento del pesce e uno per l'orto, ma l’acqua utilizzata segue un percorso circolare per cui non viene mai cambiata. Qui grazie a un sistema a ciclo chiuso lo scarto di un sistema diventa risorsa per un altro».

Marco Versari di Novamont ha incentrato il suo discorso sugli imballaggi compostabili, altro argomento importante che vede un altro importante step della filiera che porta il prodotto dal campo alla tavola. Ebbene, «l'Italia ha la raccolta differenziata organica più evoluta in Europa», ha detto. Ma «oggi il problema non è solo fare imballaggi ecosostenibili, bensì capire come riportare nel terreno i resti organici scartati». Il punto è capire, non solo come ridurre gli sprechi alimentari, ma anche come fare per riutilizzarli e fare in modo che da spreco si trasformino in risorsa per incrementare la circolarità e ridurre i costi di smaltimento.

Quella di Essenza Gelato, infine, è una piccola grande rivoluzione che ci porta direttamente al prodotto finale, cioè il gelato. Il prodotto esemplificativo della loro mission aziendale è lo sciroppo chiamato “Lessenza”. «È uno sciroppo a base di fibre vegetali e 77% di fibre di scarti alimentari. A livello tecnologico va a sostituire la parte degli zuccheri, ma senza dolcificare. Siamo arrivati così a lavorare alla tematica della riduzione degli zuccheri, che oggigiorno è estremamente sensibile, perché significa anche eliminare parte del packaging», ha raccontato Gian Luca Iazzetta.

Innovazione e sostenibilità, dunque, vanno a braccetto e la ricerca in campo aziendale è molto vasta e sofisticata.