GREEN

Dati, analisi, statistiche e rendiconti su quanto la città delle Due Torri diventi green giorno dopo giorno; a breve infatti, qualsiasi cittadino dell’area metropolitana potrà “monitorare” sul sito della città lo stato di avanzamento della transizione ecologica e analizzare lo scostamento fra gli obiettivi prefissati e i risultati raggiunti. Lo strumento (il primo in Italia) si chiama Agenda 2.0 e mira a una svolta ecologica di tutto il territorio con obiettivi e indicatori economico-sociali. «L’Agenda è lo strumento adeguato ai temi del Pnrr e del Next Generation Ue – ha commentato il sindaco Virginio Merola durante il convegno internazionale di presentazione del progetto. La parola d’ordine è transizione; un processo cioè che deve essere coerente e la coerenza, di conseguenza, va misurata. La condizione minima – prosegue Merola  è che i prossimi interventi urbani non dovranno arrecare alcun danno all’ambiente. Il “come” utilizzare queste risorse che ci arrivano rappresenterà davvero il nostro banco di prova». Ma come si è arrivati all’Agenda 2.0? Il progetto è stato elaborato durante l’accordo di collaborazione fra Città metropolitana e il Mite (Ministero della Transizione Ecologica) con l’obiettivo di declinare gli Oss (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite come strategia per “ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. L’Agenda, in particolare, è strutturata su un sistema multilivello con ventisei obiettivi e quattro dimensioni analizzate (nazionale, regionale, Città metropolitana, Comune di Bologna e Unioni dei Comuni) con una valutazione che ne monitora l’andamento sia a medio termine (cinque anni) che a lungo (dieci anni).

 

«Si tratta di un lavoro che ha visto coinvolte università, enti territoriali e centri di ricerca e questo è un approccio inusuale – ha commentato Angelo Paletta, professore di economia aziendale dell’Alma Mater – Inusuale perché ognuno di noi tende a lavorare in modo “verticale” e vi è quindi la necessità di una nuova ambizione soprattutto da parte degli enti pubblici». Una sinergia e un orizzonte comune sul futuro della città che la vice sindaca Valentina Orioli, ha sintetizzato così: «Questo documento è molto importante poiché dalla dimensione operativa del 2017 siamo finalmente passati al “come funziona concretamente”. Abbiamo chiesto negli anni un segno forte dal Governo perché sapevamo che i progetti non si possono concludere da soli senza un quadro chiaro di politiche, strategie e risorse adeguate». E poi, sull’attuale giunta di palazzo d’Accursio: «Bologna in questo mandato amministrativo ha rinnovato mobilità, ambiente e piano urbanistico; abbiamo quindi un piano di programmazione che è completo. Ci tengo a sottolineare però che, a mio parere, la transizione ecologica non debba essere il goal di uno specifico assessorato ma l’obiettivo trasversale di tutta l’amministrazione». A mostrare soddisfazione durante il convegno di presentazione tenutosi online anche Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia-Romagna e assessore alla Transizione Ecologica: «Siamo in una regione virtuosa per le strategie sostenibili con la quale l’Agenda metropolitana di Bologna era già in contatto e collaborazione da tempo. L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è fortemente innovativa, poiché intreccia alla tutela della biodiversità il contrasto ai cambiamenti climatici».