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Il 2021 è veramente l’anno della ripartenza? Secondo i dati emersi dalla ricerca sui Distretti industriali dell’Emilia-Romagna, curata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa San Paolo, sì. Nel periodo che i più ottimisti cominciano già a chiamare post-pandemia, si conferma l’alta competitività e la capacità di creare valore delle aree distrettuali della nostra regione. L’anno corrente è iniziato con dati positivi per l’export, con un +6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, parzialmente impattato dal lockdown iniziato a marzo. Da sottolineare la crescita dei valori esportati anche rispetto al primo trimestre 2019 (+2,2%). I distretti emiliano-romagnoli fanno meglio della media distrettuale italiana, che mostra un ritardo del -2,8% rispetto ai livelli pre-Covid. «Nel confronto con le altre regioni italiane – commenta Cristina Balbo, Direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo – i nostri punti di forza sono tanti ed evidenti. I dati riscontrati confermano reattività e resilienza, ma soprattutto la capacità degli imprenditori nell’investire dove serve. Il nostro Rapporto ha sottolineato gli elementi positivi, che dobbiamo utilizzare come spunti per crescere ancora». Secondo Balbo, il fulcro della ricerca sono le filiere e i distretti produttivi, cioè quell’agglomerazione di imprese, in generale di piccola e media dimensione, territorialmente – ma anche storicamente – vicine e integrate mediante una rete complessa di interrelazioni di carattere economico e sociale.

«Le filiere produttive – conferma Pietro Ferrari, presidente regionale Confindustria – sono un punto di riferimento centrale per la ripartenza del territorio. I dati di questi primi mesi sono rassicuranti, ma ora c’è il problema della manodopera, dettato da una carenza dal punto di vista della formazione tecnica». A questo proposito, in Emilia-Romagna operano sette Its (Istituti Tecnici Scolastici), con una buona diffusione nei distretti e nei poli tecnologici. Tra il 2010 e il 2020 sono stati coinvolti 3.218 studenti, il 9% del totale italiano. Molto positivi i risultati finora conseguiti: sempre secondo la Ricerca, l’83,3% dei diplomati è occupato a 12 mesi dal diploma e il 94,1% di questi utilizzano in azienda le competenze acquisite.

Secondo Giovanni Foresti della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in ambito educativo gli Its «stanno ottenendo ottimi risultati, ma serve aumentare il numero degli studenti e di conseguenza dei diplomati. È necessario investire in comunicazione, orientamento e strutture fisiche, ma anche delineare un percorso professionalizzante che possa essere vissuto, sia dagli studenti che dal mercato del lavoro, come una scelta diversa e non inferiore all’Università». Sempre in tema di formazione, nella nostra Regione è attivo Bi-Rex, uno degli otto Competence Center italiani. Si tratta di un Consorzio pubblico-privato, nato nel 2018 e con sede a Bologna, che raccoglie in partenariato 57 player tra Università, Centri di ricerca e imprese.

 

I dati

Guardando ai singoli distretti, l'analisi condotta dal gruppo bancario evidenzia un quadro positivo: hanno iniziato l’anno in crescita 13 distretti su 20. Inoltre, 12 distretti regionali sono già oltre i livelli di export dei primi mesi del 2019. Complessivamente ottima la situazione del settore della Meccanica (+8,4% nel primo trimestre del 2021), ma hanno registrato una crescita quasi tutti i distretti, con performance brillanti soprattutto delle macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+37,9%), delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+31,5%), dei ciclomotori di Bologna (+18,4%), delle macchine per il legno di Rimini (+13,7%).

Bene anche la meccatronica di Reggio Emilia (+8,9%), le macchine per l'imballaggio di Bologna (+5,8%).

Sostanzialmente stabile la Food machinery di Parma (-0,6%). In calo, invece, le macchine utensili di Piacenza (-12,6%). Nell'insieme positivo il dato del settore agroalimentare (+3,6%) e l'andamento del Sistema casa (+8%). Appare eccellente la performance per l'export dei Mobili imbottiti di Forlì che inizia il 2021 con un +61,5%, miglior distretto del legno-arredo in Italia, grazie al traino del mercato francese e cinese. Bene anche le piastrelle di Sassuolo che fanno registrare un aumento delle vendite del 4,2%. Nel sistema moda si osserva una contrazione nell'export complessivo dei distretti (-2,3%), a causa dell'andamento dell'abbigliamento di Rimini (-21,2%). In lieve recupero le calzature di San Mauro Pascoli (+0,5%), mentre mostra una buona crescita la maglieria e abbigliamento di Carpi (+14,7%). Partenza in crescita per le esportazioni dei poli tecnologici regionali, con risultati migliori rispetto alla dinamica nazionale (+6,5% versus -4,3%). Brillanti il biomedicale di Bologna (+27,3%) e il biomedicale di Mirandola (+13,5%), in calo invece il polo Ict dell’Emilia-Romagna (-7,4%).