L'UDIENZA

Contesto generale della Guerra Fredda in Italia e pratiche terroristiche della destra eversiva. Si è svolta intorno a questi due temi l'udienza odierna del processo ai mandanti della strage del 2 agosto, dove sono imputati l'ex primula nera della destra eversiva Paolo Bellini, l'ex carabiniere Piergiorgio Segatel (accusato di depistaggio) e Domenico Catracchia (imputato per falso).

 

La nuova deposizione da parte del colonnello del Ros Massimo Giraudo si è concentrata sui legami tra i servizi segreti americani, nelle figure di persone come Joseph Pagnotta - membro del Consolidated Intelligence Center (Cic), parte della rete di intelligence Usa - agli ambienti della destra eversiva. In particolare Pagnotta era in relazione con Carlo Digilio, ordinovista veneto noto per il ruolo avuto nelle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia.

 

Giraudo ha poi descritto le attività e l'ideologia politica dell'Aginter Press, agenzia di stampa fittizia di stanza a Lisbona trasformatasi in una centrale della destra eversiva in tutta Europa, perno della struttura contro-insurrezionale europea nota col nome di ”Stay-Behind”. E proprio a un altro testimone odierno, Gianluigi Napoli, estremista nero arrestato il 26 agosto 1980 a pochi giorni dalla strage e rilasciato nel novembre 1981 erano stati, inoltre, sequestrati due anni prima dello scoppio della bomba, nel 1978, due cosiddetti “fogli d'ordine di Ordine Nuovo” in cui venivano descritte tecniche contro insurrezionali e stragiste tipiche proprie dell'Aginter Press. Napoli nella sua deposizione si è espresso su fatti riguardanti persone come Giovanni Melioli, esponente ordinovista di Rovigo, e Massimiliano Fachini, padovano sempre di Ordine Nuovo e per Napoli legato ai servizi segreti deviati.

 

Secondo lo stesso Melioli, a quanto riferito oggi da Napoli, sarebbe stato Fachini a rifornire di esplosivi la destra eversiva per realizzare varie azioni e attentati compiuti negli anni Settanta e Ottanta. Napoli ha poi ammesso di aver saputo - da un compagno di carcere - dei rapporti e di alcune cene tra un altro ordinovista, Paolo Signorelli – imputato e assolto in merito ai fatti del 2 agosto - e Licio Gelli insieme ad altri uomini della P2. I legami di Fachini con parti dell'esercito e dei servizi segreti, oltre a quelli di Signorelli con la P2, potrebbero essere dunque tra gli elementi da approfondire ulteriormente nell'ottica di fare luce con maggiore precisione sui mandanti della strage bolognese.

 

Ancora in corso è invece l'audizione del maresciallo dei carabinieri Roberto Tempesta, che ha illustrato la sua conoscenza con Bellini nel 1992, cercata dal maresciallo al fine di recuperare delle opere d'arte rubate a Modena. Tempesta ha spiegato come in un incontro con Bellini del 12 agosto 1992 in un'area di servizio di Roma, lo stesso Bellini, autoproclamatosi infiltrato in Cosa Nostra, si disse disponibile ad aiutare lo stato nella lotta alla mafia affermandosi “disgustato dalle stragi”. L'incontro finì in un nulla di fatto, ma Tempesta ne parlò con il colonnello del Ros Mario Mori, che oltre ad essere condannato a 12 anni di reclusione in primo grado nell'ambito del processo Trattativa Stato-Mafia fu membro del Sid dal 1972 al 1975 proprio negli anni più oscuri dei servizi segreti italiani, quelli della strategia della tensione, il cui ultimo grande atto fu proprio la bomba alla stazione. Solo il giorno dopo l'incontro con Tempesta, il 13 agosto 1992 Bellini firmò un omicidio per conto della 'ndrangheta. Ennesima giravolta del principale imputato di questa tranche del processo, il cui ruolo sarà ulteriormente chiarito nelle prossime udienze.