l'iniziativa

Domani sarà il 30esimo compleanno di Patrick Zaki, il secondo in prigione. A Bologna sin dal momento dell’arresto, avvenuto il 7 febbraio dello scorso anno, ci sono state mobilitazioni e appelli per chiedere la sua immediata scarcerazione e l’impegno della città continua. Domani, alle 16, sarà inaugurata la mostra “Patrick patrimonio dell’umanità”. Fino al 30 giugno, lungo i 1.500 metri di portici che collegano Porta Saragozza all’arco del Meloncello, verranno affissi 50 striscioni di due metri per uno con i disegni realizzati da Gianluca Costantini. Non solo Zaki: avvolti nel filo spinato tratteggiato dall’artista, ci saranno i volti di altri 49 prigionieri di coscienza, uomini e donne privati della libertà in 13 Paesi diversi. L'iniziativa è organizzata da 6000 Sardine, Amnesty International Italia, il Comune, l’Università di Bologna e l’Arcidiocesi, in partnership con Coop Alleanza 3.0 e Station to Station. 

«La migliore arma a disposizione di Al-Sisi e dei regimi anti-democratici è quella di portare allo sfinimento Patrick e chi lotta per la sua libertà. Sono convinti che il tempo passerà e che torneremo alle nostre vite, invece, con questa iniziativa vogliamo dire che non ci stancheremo di ripetere che la libertà è una priorità non rimandabile», dice Mattia Santori, leader del movimento delle Sardine. 

Oltre a lui, all’inaugurazione parteciperanno il sindaco Virginio Merola, l'assessore alla Cultura Matteo Lepore, la coordinatrice del master “Gemma” Rita Monticelli, il prorettore dell’Unibo Mirko Degli Esposti e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury

«Il messaggio che vorremo far passare - spiega la voce di Amnesty - è duplice: non dimenticare Patrick e ricordare che tante persone come lui languono nelle carceri di altri Paesi oltre l’Egitto, condannate o in attesa di processo per reati d’opinione e accuse fabbricate. Le storie selezionate sono in rappresentanza dei migliaia di dissidenti, ricercatori, attivisti, giornalisti che sono uniti a Patrick da un destino illegale, arbitrario e crudele. Fratelli e sorelle di Patrick nell'ingiustizia e nella sofferenza insieme nella città che lui ama».

Sarà il linguaggio universale dell’arte, quindi, lo strumento per continuare la lotta in difesa dei diritti umani e per denunciare le loro violazioni. «Patrick è diventato un simbolo e Bologna, nella giornata del suo compleanno, sarà la capitale dei diritti umani nel mondo. Il disegno è servito per ricordare ogni giorno il suo caso arrivando a ogni strato della società. Il nostro impegno continuerà fino a quando Zaki e gli altri attivisti non potranno tornare a casa», commenta Gianluca Costantini, autore delle opere.

L'installazione sarà in punto della città non scelto a caso dagli organizzatori dell’iniziativa. «Portiamo l’ingiustizia sotto uno dei luoghi più belli di Italia, candidato a diventare Patrimonio dell’Unesco, i portici di Bologna, perché crediamo che anche la libertà e la giustizia siano un patrimonio dell’umanità. Trovo vergognoso che il nostro presidente del Consiglio non si sia mai espresso sulla vicenda, se non per sminuirla come un affare del Parlamento. Se è davvero così autorevole come dicono chieda con forza la scarcerazione di uno studente delle nostre università e rivendichi lealtà ai partner commerciali», continua Santori.

Anche per Noury alla straordinaria campagna di mobilitazione degli attivisti e delle istituzioni bolognesi non è corrisposto uno «sforzo serio, coerente e continuo da parte del Governo italiano». «Sul piano dei rapporti bilaterali tra Italia e Egitto - aggiunge - è evidente che i diritti umani vengono dopo altre questioni, prima su tutte quella delle forniture di armi. Sono passati due mesi da quel 14 aprile, quando il Parlamento ha votato per conferire la cittadinanza italiana a Zaki, e non sappiamo più nulla di cosa ne è stato fatto. Forse nulla».