Ripartenza

«L’estate che stiamo preparando ha al centro la socialità, dopo le difficoltà affrontate dai ragazzi in questi mesi». Questo l’obiettivo della vicepresidente Elly Schlein e dell’assessora alla Scuola Paola Solomoni, pronte a mettere sul tavolo otto milioni da investire su due fronti. I centri estivi, «una tradizione forte in Emilia-Romagna», secondo la Schlein, e l’inedito piano ministeriale per attivare la scuola anche nel periodo estivo. 

 

Per la scuola, la Regione è pronta ad aggiungere ai fondi del ministro Bianchi due milioni di euro, da destinare soprattutto agli istituti superiori, «quelli che più di tutti hanno sofferto per gli stop forzati alla didattica in presenza», specifica Solomoni. Finanziamenti che andranno tanto alle realtà statali quanto a quelle paritarie, che potranno essere ottenuti presentando un progetto quadro. La rendicontazione finale, infatti, avverrà a fine anno scolastico 2021-2022, «dunque le iniziative potranno partire anche in autunno e nella prossima primavera», spiega l’assessora. L’estate si dividerà così tra cultura e sport, con attività che andranno dalla scoperta dei territori, con i teatri, i musei, le città della cultura e le escursioni negli spazi verdi, fino all’educazione fisica, attraverso le strutture regionali. 

 

Rispetto alla novità scolastica, i centri estivi sono invece avvantaggiati dall’esperienza dell’anno scorso. «Attività - rimarca la vicepresidente Schlein - che era stata preceduta da un tavolo a cui sedevano gestori pubblici e privati, esperti e rappresentanti della sanità». Un lavoro che aveva prodotto le linee guida che avevano normato la prima estate dell'era del Coronavirus, venendo poi sposate e replicate a livello nazionale. «Ora la situazione è diversa - constata la fondatrice di Emilia-Romagna Coraggiosa - perché nidi e materne sono rimasti aperti anche in zona rossa». Fondamentale, comunque, rimarrà anche quest’anno la tutela della salute, per i bambini e le famiglie. «Gli spazi saranno differenziati, privilegiando le attività all’aperto. I gruppi saranno inoltre il più omogenei possibili, cercando di avere una continuità tra ragazzi e operatori», spiega Schlein. Ogni educatore, che dovrà, come sempre, avere conseguito almeno un diploma, coprirà 20 bambini dai sei anni in su, mentre ogni disabile avrà un operatore personale. Il personale, prima di esercitare, potrà anche usufruire di una formazione offerta dalla Regione sulle misure anti-Covid da adottare.

 

Sono sei milioni di euro i fondi europei che viale Aldo Moro metterà nei centri estivi. «Per garantire qualità e sostenere il ritorno al lavoro delle famiglie, volevamo abbattere il più possibile il costo delle rette - spiegano Schlein e Solomoni - che quindi andranno da 336€ a bambino fino ai 112€ a settimana. Il parametro Isee, poi, è stato alzato a 35mila euro». E se l’anno scorso il numero delle domande non era stato sufficiente a esaurire il fondo stanziato, Schlein ribadisce l’importanza del sostegno: «Le iscrizioni sono state minori perché la preoccupazione, solo pochi mesi fa, era maggiore. Ora si guarda al futuro con più speranza, anche sulla base dei fatti. Sono stati pochissimi i casi di contagio nei centri estivi, e nessun focolaio è mai scoppiato».