Alma Mater

«Diminuire l’impatto ambientale, rendere la conservazione degli alimenti più efficiente e le confezioni sicure». Questi gli obbiettivi dei quattro progetti presentati stamane nel webinar organizzata dal Knowledge Transfer Office dell’Alma Mater che, nel regno della Packaging Valley, si muovono verso un futuro più ecosostenibile.

 

  • L'imballaggio “Attivo!” 

Il progetto propone un imballaggio attivo in cartone ondulato utilizzabile per il trasporto di prodotti ortofrutticoli in grado di ritardare deperimento e alterazione dei prodotti al suo interno grazie alla presenza di soluzione antimicrobica, distribuita sulla sua superficie e che rilascia lentamente nell’imballaggio molecole naturali che rallentano il processo di maturazione del prodotto, ritardandone anche la proliferazione microbica. Oltre dunque al ritardo dello sviluppo di patogeni e alla riduzione della contaminazione incrociata del prodotto si garantirebbe una riduzione dello spreco alimentare. 

  • Barriera all’ossigeno

Il secondo progetto si inserisce nel campo del confezionamento di alimenti, farmaci e cosmetici. L’invenzione consiste in un film trasparente, disposto tra due strati di materiali convenzionali nel packaging, capace di proteggere i contenuti dal rischio di penetrazione di ossigeno, causa del deterioramento e/o ossidamenti di molti alimenti, farmaci e cosmetici. Il film si compone di tre strati: due di plastica e un terzo, posizionato tra gli altri due, che consistente in una matrice contenente molecole in grado di catalizzare la riduzione dell’ossigeno. Il film trasparente potrà essere venduto in rotoli da utilizzare per il confezionamento dei prodotti.

  • Sanificazione del packaging alimentare ai tempi del Covid-19

Il terzo progetto presentato è stato poi l’invenzione portata avanti da UniBo e Almaplasma srl legata a una problematica attuale: la diffusione del contagio da Covid-19. L’invenzione propone un sistema di igienizzazione della superficie esterna dei contenitori per gli alimenti che garantirebbe una sanificazione efficace anche contro la diffusione virus. «La tecnologia – spiegano i ricercatori – consiste in un dispositivo in grado di sanificare (in 5-20 minuti) sia i contenitori per alimenti che gli strumenti di lavorazione». Attraverso la sanificazione si otterrebbe dunque la sterilizzazione, la riduzione o l’abbattimento della carica batterica/virale di un oggetto.

  • Ricircola - Plastic waste free

Ultima iniziativa presentata è del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Fonti Rinnovabili Ambiente, Mare ed Energia dell’UniBo che ha condotto il progetto Ricircola, un’iniziativa di economia circolare (conclusasi a novembre) che puntava a migliorare la gestione delle vaschette alimentari in plastica a fine-vita, coinvolgendo gli attori della filiera e i consumatori. Quest’ultimi erano infatti esortati ad acquistare i prodotti contrassegnati dal simbolo Ricircola con l’impegno di riconsegnare, dopo l’utilizzo, la vaschetta in plastica vuota presso i punti di raccolta allestiti nei supermercati coinvolti. Per ogni vaschetta riconsegnata era riconosciuto un rimborso di 20 centesimi e il materiale raccolto veniva inviati, tramite Hera, all’impianto di recupero del produttore stesso, chiudendo così il ciclo. «Non è la plastica il problema ma lo scarto che va ridotto e gestito», ha dichiarato il professore Augusto Bianchini, curatore del progetto.