Anticipazione

«Decisi di candidarmi a Rimini come segretaria provinciale del mio partito (Pd). Aver scelto la strada della politica come prima donna che intraprendeva questo percorso fu per me motivo di orgoglio. Il protagonismo delle donne in politica è qualcosa che va praticato, non soltanto enunciato». Così Emma Petittipresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, racconta il suo impegno politico e sociale nell’intervista rilasciata a Quindici, rivista bisettimanale del master in giornalismo Unibo (l'intervista integrale verrà pubblicata nel numero in uscita il 6 maggio).

Gli anni della formazione trascorsi in una Bologna in fermento tra le fila della Sinistra giovanile, gli studi di filosofia che le hanno donato «l'apertura mentale e la capacità di mettersi in discussione», tematiche di genere e europrogettazione. La passione per le arti come «luogo per far emergere il lato più emotivo di ricerca interiore» e soprattutto per la politica e l’impegno sul campo trasmessole dal padre. 

Guidata dai «valori democratici, dal rispetto delle istituzioni e dalla volontà di portare la battaglia politica al centro della società», principi insegnateli dal suo modello Nilde Iotti, Petitti è stata eletta il 28 febbraio 2020 e ha dovuto da subito fare i conti con un’organizzazione del lavoro istituzionale bloccato dalla pandemia. «Tre giorni dopo essere stata eletta mi dissero che eravamo in emergenza. Abbiamo lavorato da remoto e riorganizzato un lavoro che era del tutto nuovo per me. Non fu semplice». Anche il modo di vivere e raccontare la politica e le istituzioni, secondo la presidente, ha subito un deciso cambiamento: «Lo smart working ha stravolto le nostre vite ma ha anche semplificato molto. Abbiamo un nuovo modo di concepire i sistemi organizzativi e di comunicazione». Nell’intervista a Quindici la Presidente racconta anche del suo duplice rapporto con la stampa e della ferma convinzione che da politica e rappresentante della Regione debba essere «sempre attenta a come si comunica, accettando l'autonomia e la libertà di chi fa giornalismo».

A un anno dal suo inizio dell’incarico come presidente dell’Assemblea regionale, Emma Petitti ha già lo sguardo avanti verso la prossima sfida: la candidatura a sindaca della sua città, Rimini. Valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e politiche ambientali green in chiave europeista due dei perni del suo progetto per rinnovare la città, ma prima c’è però da sciogliere il nodo primarie. Nel frattempo Petitti spiega che, nel caso si dovesse pensare a un’alleanza allora dovrebbe essere «larga,  perché dobbiamo parlare a una fetta di comunità che fa fatica a ritrovarsi nei partiti tradizionali».