Mondo e Regione

Figli di chi ha lasciato la sua terra in cerca di fortuna, salpando su navi che facevano rotta vero l'America Latina o stipato nel vagone di un treno per la Germania; ma anche chi ha scelto un altro paese per la sua pensione, o chi zaino pieno di sogni in spalla è partito in cerca di opportunità, magari sotto i cieli di San Francisco o all'ombra del Big Bang. Questa è solo parte del pubblico seguito dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un'organismo nato al costituirsi della Regione stessa e dotato di un portale web, che assiste i corregionali a ogni latitudine. Un compito arduo, soprattutto in un mondo che cambia continuamente e in cui spesso si aprono crisi improvvise; come quella pandemica che ora affligge una delle comunità più affollate di emiliani e romagnoli, il Brasile. Ma anche rapporti con altri popoli e altri casi a rischio, come dimostrano la vicenda dei Saharawi e quella di Patrick Zaki. Ne abbiamo parlato con Marco Fabbri (Partito Democratico), presidente di questo organismo regionale.

 

Presidente Fabbri, una domanda semplice per spiegare a chi non la conosce: cos'è la Consulta degli emiliano-romagnoli?

«La consulta è un organismo che esiste fin dall'atto costitutivo della Regione e vuole rappresentare tutti quegli emiliano romagnoli che, da fine Ottocento fino a oggi, hanno lasciato chi temporaneamente e chi permanentemente la nostra Regione, ma che nonostante ciò conservano un legame con per esempio i parenti o comunque col nostro territorio. è una componente fondamentale della nostra regione e come tale viene riconosciuta nello statuto».


Nell'ultimo periodo si sono aperti diversi scenari di crisi che coinvolgono anche emigrati italiani, dalla Brexit alla pandemia. Cosa fa in questi casi la Consulta?

«Oggettivamente è un periodo molto complesso, e tra i due fenomeni che lo hanno maggiormente caratterizzato vi sono la pandemia e la Brexit. La pandemia ha segnato profondamente i nostri concittadini e concittadine, perché spesso e volentieri hanno subito lutti per commemorare i quali però non sono potuti rientrare. Non vi nascondo quindi che la pandemia ha avuto degli effetti importanti che hanno coinvolto anche i nostri concittadini all'estero. Anche la Brexit ha avuto un'impatto importante, anche considerando che negli ultimi 10 anni l'emigrazione che una volta si indirizzava anche vero i paesi del sud America e nord America, soprattutto i giovani e giovanissimi, si è indirizzata verso paesi come Spagna, Francia e Gran Bretagna. La consulta cerca di tenere un legame diretto con la regione, attraverso associazioni sul territorio, con delle progettualità che hanno lo scopo di sostenere queste persone».


Il Brasile, dove sono emigrati moltissimi emiliano-romagnoli, è uno dei paesi che più stanno soffrendo l'impatto di Sars-CoV2, dopo l'India. Che notizie avete in merito?


«Rispetto alle 90 associazioni estere inscritte nell'albo della consulta buona parte sono del Sud America, considerando che è stata una delle mete preferenziali delle prime migrazioni. Tra tutti i suoi stati sicuramente i più interessati dal fenomeno sono stati Argentina e Brasile. Con il Brasile abbiamo rapporti praticamente quotidiani, per esempio la settimana scorsa abbiamo avuto un meeting e ci è stata descritta una situazione molto tesa, benché la campagna vaccinale stia proseguendo anche lì; nonostante ciò i numeri dei contagi restano preoccupanti e la situazione è particolarmente difficile, non solo per gli expat ma anche per i milioni di brasiliani che vivono in condizioni non agevoli. I nostri italiani-romagnoli in Brasile tuttavia non si sono fermati, anche durante la settimana italiana della cultura si sono fatti trovare pronti. è un impegno che va sicuramente sottolineato».

 

Oltre che dei cittadini espatriati, la Regione è molto attiva anche in casi di politica estera come quello del popolo Saharawi e il sequestro dello studente dell'UniBo Patrick Zaki


«L'Emilia Romagna è terra di ospitalità, che fa dell'accoglienza e dello scambio un valore aggiunto. Ci sono stati diversi casi di politica internazionale che hanno senato in maniera negativa, come quella di Patrick e la vicenda Saharawi. Vengono portate all'attenzione dell'Assemblea e devo dire che c'è partecipazione e solidarietà da tutte le forze politiche dell'Assemblea. Il nostro è un territorio che vuole continuare ad essere partecipe e a dare vicinanza e solidarietà a quelle persone e territori che subiscono attacchi spesso indiscriminati e gratuiti. Credo ad esempio che la vicenda di Zaki la vicenda si sia protratta in maniera struggente, nei confronti di un ragazzo verso i quali sono state rivolte accuse pesanti e direi assolutamente ingiustificate. Che dire, speriamo di poterlo riabbracciare presto qui, a Bologna e in Assemblea».