Raggiri online

C’è una nuova truffa che circola tramite posta elettronica: chi la invia si finge il supporto tecnico di Cashback, l’iniziativa dello Stato che permette di recuperare il 10% di quanto acquistato tramite modalità di pagamento elettronico (per esempio bancomat, carte di credito, prepagate).

Nella mail, che viene spedita da “Cashback di Stato” dall’indirizzo supporto@cashback.it, viene richiesto di scaricare e compilare un modulo per aggiornare la propria «posizione finanziaria» in modo da ottenere i rimborsi del 2021. Bisogna però ricordare che per partecipare all’iniziativa Cashback non serve compilare dei moduli, né ci si iscrive tramite mail. L’unica procedura per ottenere il rimborso è l’adesione al programma scaricando l’applicazione “IO” (e usando sistemi di identificazione digitale come Spid e Cie), oppure tramite altri canali accreditati con PagoPa.

Cosa fare, quindi, se si riceve la mail? È molto importante cancellare il messaggio e non rispondere, perché è proprio attraverso questo nostro errore che i truffatori di Internet, cioè gli hacker, riescono a mandare un virus nei nostri computer e telefoni. Questo virus, o malware, gli permette di conoscere le nostre informazioni più riservate tra cui, magari, i codici di accesso al conto corrente (se, per esempio, si usano le app di banca online).

Il risultato sarebbe quello, paradossale, di vedersi sottrarre soldi dal conto, invece che accreditare il 10% degli acquisti, come sperato.

«Questa è una declinazione di una truffa su Internet, chiamata phishing, che fa credere alle vittime di ricevere un messaggio da un ente di cui si fidano. Purtroppo non è vero, anzi è proprio rispondendo che si cade nella trappola e si rischia di vedersi rubati i risparmi – racconta l’avvocato Marco Solferini in veste di delegato Aduc Bologna (associazione a tutela degli utenti e dei consumatori). – I raggiri online sono in aumento anche a causa delle molte attività che facciamo in rete per via delle restrizioni per il Coronavirus». Un aumento confermato anche dalla Polizia postale di Bologna: «I reati informatici hanno avuto un picco clamoroso nei mesi della pandemia», aveva raccontato per un altro articolo di InCronaca (“Cyber reati, PolPost: «Aumento clamoroso»”) il vicequestore aggiunto del compartimento di polizia postale e delle telecomunicazioni dell’Emilia-Romagna Claudia Lofino.

Chi è stato imbrogliato si è rivolto anche ad Adiconsum, associazione a difesa consumatori: «Bisogna stare attenti e controllare il proprio conto corrente. Non sono molti quelli che sono stati truffati così, ma può essere che chi ci è caduto ancora non sappia di essere stato derubato», spiega Caterina Vinci referente Adiconsum area metropolitana bolognese.

 

In copertina: la schermata con il testo della mail truffa arrivata a molti utenti dall'indirizzo supporto@cashback.it