Istruzione

L’anno scorso, il secondo semestre di lezioni era durato appena una settimana, prima che l’arrivo del Coronavirus costringesse studenti e professori a reinventarsi una nuova modalità di apprendimento a distanza. Ora il mondo universitario è pronto a tentare una nuova ripartenza dopo quella di settembre; ma anche qui le difficoltà non mancano.

Se per la riapertura delle scuole la decisione finale spetta alle Regioni, sulle università il ministro Gaetano Manfredi ha lasciato completa autonomia ai singoli atenei, pur nel rispetto del Dpcm del 3 novembre che consente ai soli studenti di primo anno (dei corsi di laurea sia triennale che magistrale) di accedere alle lezioni in presenza. Così a parte alcune università che hanno deciso per una chiusura totale per l’intero anno accademico, come nel caso di Pisa, la maggior parte ha attivato la cosiddetta modalità mista: tra queste Bologna, che nonostante l’emergenza sanitaria ha registrato un incremento del 9% nelle immatricolazioni (29mila nuovi iscritti rispetto al 2019/2020).

La modalità mista, confermata dal rettore Francesco Ubertini anche per il secondo semestre (che per alcuni corsi scatta i primi di febbraio), consente agli studenti di scegliere se seguire in presenza o a distanza: questo grazie a "Presente", servizio attivato da UniBo che consente ai ragazzi di registrarsi con le proprie credenziali su un portale in cui dovranno indicare quale modalità di frequenza adottare nelle due settimane successive. La richiesta dovrà comunque essere inoltrata entro il giovedì della settimana corrente: qualora non si arrivi in tempo sarà comunque possibile frequentare a distanza. Se invece il numero di persone previste in presenza dovesse superare la capienza consentita per un insegnamento, gli studenti vengono divisi in due gruppi, ai quali viene assegnata una settimana ciascuno in cui frequentare.

Oltre agli studenti di primo anno, UniBo consente di seguire in classe (nel rispetto delle norme anticontagio) anche a chi è iscritto a master o tirocini: in questo caso ogni decisione finale sulle modalità di frequenza spetta al direttore del dipartimento anziché al rettore, ma gli studenti possono comunque scegliere autonomamente di continuare a seguire da remoto. Sulle lezioni in presenza pende però la scure della zona rossa: in quel caso per gli studenti di primo anno viene disposta la modalità a distanza al 100%, mentre per i tirocini spetta sempre al direttore decidere.

Capitolo esami: anche qui si segue una modalità “mista discrezionale”, nella misura in cui è il docente a scegliere se svolgerli in presenza o a distanza ma garantendo a prescindere il servizio da remoto. Tuttavia, la gran parte dei corsi tende a preferire la modalità interamente a distanza. Niente da fare per le sessioni di laurea: discussione e proclamazione si svolgono interamente da remoto, al fine di evitare assembramenti. A distanza anche i ricevimenti per gli studenti, a meno che loro stessi non richiedano, motivandolo, di accedere al servizio in presenza.

Per quanto riguarda le biblioteche, l’apertura al pubblico è sospesa fino a data da destinarsi. L’accesso è consentito su prenotazione solo per determinate categorie: docenti, tesisti, dottorandi e specializzandi. Restano aperte le sale studio, pur con un rigido protocollo di sicurezza (mascherine, distanziamento, igienizzazione).

 

Fonte img: unibo.it