INFORMAZIONE

«Siamo succubi della tv. È l’unica a darci finte emozioni, ma se ce la togliessero ci taglieremmo. Alcuni distruggerebbero la cella quando non funziona. L’unica cosa che non fa, è insegnare a scrivere». Queste parole, sono l’estratto di una delle lettere scritte dai detenuti della casa circondariale “Dozza” di Bologna, in occasione dello speciale natalizio di “Liberi dentro – eduradio”, il progetto radiofonico dedicato all’informazione per chi sta in carcere promosso dal Comune in sinergia con Asp Città di Bologna. Una trasmissione che ora, come afferma l’Assessora alla scuola Susanna Zaccaria, «vede una rinascita e una nuova necessità di collegare la città e il carcere, per renderlo sua parte integrante». E così, «pur non essendo in grado di sostituire la socialità che deriva dal contatto diretto», ma tenendo di conto che «la pandemia ha sconvolto ancor di più la vita di chi è sottoposto a misure detentive», Eduradio punta al bis.

 

Da lunedì 18 gennaio e per tutte le mattine da qui a aprile, sarà possibile sia ascoltare sulle frequenze di Radio Città Fujiko (9-9,30), sia vedere su Tricolore (10,30-11 – canale 636), il nuovo format “Buongiorno da Liberi dentro”. Cosa ci sarà nel nuovo palinsesto? Anzitutto, lezioni scolastiche di italiano, storia, geografia, scienze e francese. Ma anche rubriche culturali su letteratura dal mondo arabo, messaggi spirituali e ascolto dal mondo del volontariato. Insomma, la radio e la televisione saranno i canali per far arrivare dentro la Dozza le voci di insegnanti, associazioni di volontariato, rappresentanti delle fedi religiose, e non solo.

 

«Questo progetto assume i connotati di un’azione che per noi è tutta nuova perché significa comunicare con la città», commenta Monica Brandoli, responsabile del Servizio contrasto grave emarginazione adulta dell’Asp di Bologna. «È singolare che l’attenzione della cittadinanza sia soprattutto verso le persone senza dimora, ma non sia mai verso le persone detenute. Questo perché come città, non abbiamo in testa che esistono anche questi cittadini, che lo sono a tutti gli effetti» conclude Brandoli.

Un’iniziativa, quella di “Liberi dentro”, che arriva “da lontano”. Infatti, è dalla britannica “Prison Radio Association”, prima radio nazionale al mondo del genere che raggiunge circa 100 case circondariali che la Dozza ha preso spunto. E proprio su quest’onda, Ignazio De Francesco di “Insight”, associazione partner del progetto, commenta: «Guardando al futuro e garantendo continuità, ci piacerebbe crescere sempre di più. E poi, magari, riusciremo a entrare anche in altri istituti».

 

Oltre alla collaborazione dell’associazione Insight e dell’agenzia web “TecnoTrade”, gli altri partner del progetto sono: “Centro per l’istruzione adulti – Cpia metropolitano di Bologna”, Associazione volontari per il carcere (A.Vo.C), Cappellania della casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, Garante comunale dei detenuti Antonio Ianniello e Garante regionale dei detenuti Marcello Marighelli.

Per permettere la fruizione di questi contenuti, ai detenuti sono stati forniti degli apparecchi radiofonici acquistati per loro dalla rete dei promotori e donate poi al carcere.