innovazione

È iniziata ufficialmente la fase due del cantiere del Tecnopolo, che in via Stalingrado prenderà il posto della ex Manifattura Tabacchi. Per un costo complessivo di 60 milioni, totalmente a carico della Regione Emilia-Romagna, avverrà la ristrutturazione del lotto numero 1, ovvero un’area di 25 mila metri quadrati, che ospiterà centri di ricerca che operano in vari campi: ambiente, energia, salute, sanità, industria 4.0 e big data. Questo passaggio giunge dopo i lavori nel lotto 3 per i locali che ospiteranno i due supercalcolatori del Data center del Centro Europeo, il cui arrivo è previsto per novembre (ma sono già in corso i processi che porteranno all’installazione dei server).

Il nuovo progetto è stato presentato proprio nell’edificio che verrà ristrutturato. Presenti Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna – che ha iniziato il suo discorso presentando la struttura come «un esempio di riqualifica del territorio, senza il consumo di terra vergine» – e il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, che parla di un investimento significativo, «indirizzando risorse nazionali ed europee per oltre 150 milioni di euro».

Ma a presenziare all’evento c’erano anche il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, gli assessori regionali allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e all’Università e Ricerca, Paola Salomoni, l’assessore alle Attività produttive e al Lavoro del Comune di Bologna, Marco Lombardo, i rappresentanti degli enti che si insedieranno nel Tecnopolo, la ditta esecutrice dei lavori e lo studio di progettazione.

«Con oggi si avvia un nuovo tassello fondamentale di un mosaico eccezionale», ha affermato Colla, introducendo l’incontro. «Il Tecnopolo non ha paragoni nella storia contemporanea del nostro paese. Su di esso investono quattro ministeri: ricerca, esteri, sviluppo, ambiente, ma anche l’Europa, l’Emilia-Romagna e il Comune di Bologna. Noi siamo orgogliosi, ma ci sentiamo anche tutta la responsabilità di un progetto di tale portata. Qui stiamo parlando di un avanzamento tecnologico per l’Europa».

«Se immaginiamo le necessità per il nostro Paese per rendersi competitivo coi territori più avanzati del mondo – ha detto Bonaccini – e se pensiamo a cosa saranno le direttrici del Recovery Fund, io ne elencherei quattro: sostenibilità, conoscenza, big data, transizione digitale. Una sfida che serva per i nostri figli».

Un disegno per il futuro confermato anche dal ministro Manfredi: «Mi fa piacere che Bonaccini abbia detto che dobbiamo partire dalla conoscenza per costruire il Paese. L’occasione del Recovery Fund è straordinaria. Ieri sono state emanate le prime linee guida delle azioni di indirizzo del governo, che poi saranno oggetto di confronto in Parlamento. Le parole chiave di cui oggi abbiamo parlato sono fortemente presenti dentro le linee guida. Una delle sei missioni è proprio istruzione, formazione e ricerca».

Il Tecnopolo sarà una “cittadella della scienza”, perché avrà lo scopo di chiamare a sé i giovani di domani, laureati, ricercatori e metterli in contatto con le realtà imprenditoriali del territorio, ma anche nazionali ed europee. Si dovrà creare nuovo lavoro. Quel lavoro che oggi ancora non esiste. Un investimento che parla di digitalizzazione, energia pulita, tecnologie verdi.

La Regione ha approvato a luglio il progetto esecutivo dell’opera e la consegna del cantiere per l’avvio dei lavori è avvenuta lo scorso 8 settembre all’impresa esecutrice dei lavori, la Manelli Impresa Srl. Nello specifico il lotto 1 comprende lo stabile C1 – in cui si trasferirà Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile – e l’edificio F1, che avrà utenti diversi, come Art-Er, società consortile della Regione per ricerca e innovazione, Bi-Rex - Competence Center dell’Emilia-Romagna; l’Istituto ortopedico Rizzoli e sono previsti spazi anche per le nuove start-up.

Intanto, la sfida che rimane in corso è quella del progetto Copernicus, che comprende attività di ricerca a livello europeo: Bologna è in gara per ospitarlo con altri otto paesi europei.

 

Da sinistra verso destra: assessore Vincenzo Colla, ministro Gaetano Manfredi, presidente Stefano Bonaccini, assessore Paola Salomoni, rettore Francesco Ubertini

 

Piantina del Tecnopolo con la divisione dei lotti

 

Rendering del progetto, una volta ultimato

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