L'alleanza

«Non c’è dubbio che già da tempo una parte di elettorato che aveva votato M5S sia tornato nell’arco del Pd. Questo è un fatto positivo, che ci invita, come partito, a essere molto inclusivi e aperti a tematiche come il verde e il sociale». A dirlo è Elisabetta Gualmini, europarlamentare Pd, che in molti vedrebbero bene come candidata sindaco a Bologna. «Credo sia anche un invito a fare del Pd quello che doveva essere nella missione originale, cioè un partito grande, plurale, dove al proprio interno si confrontano anche aree e sfumature politiche diverse».

Insomma, il dialogo con i 5 Stelle deve continuare. Anche se, dopo le vittorie alle amministrative di Imola e Faenza, il presidente della regione Stefano Bonaccini, abbia fatto intendere ad alcuni che il Pd può vincere con o senza i 5 Stelle. Aprendo così un’ipoteca sulla effettiva convenienza dell'alleanza giallo-rossa per i democratici. Anche in vista delle comunali a Bologna del prossimo anno. 

«Bonaccini non ha mai chiuso al dialogo con i 5 Stelle. E io concordo con lui», si affretta a smentire ogni dubbio il deputato dem Andrea De Maria. Dello stesso pensiero è il compagno di partito Serse Soverini: «Le coalizioni ampie ma ferme su dei punti programmatici forti sono sempre un valore. Il Pd dovrebbe continuare a essere aperto al dialogo con i grillini».

Ma una larga coalizione vedrebbe tutti i voti del M5S confluire nel Pd? «Senza dubbio siamo davanti a una disgregazione del Movimento 5 Stelle, anche in Emilia-Romagna – aggiunge Gualmini – e la fase due dei 5Stelle, dopo la parabola antisistema, secondo me porterà inevitabilmente un ritorno dei loro elettori e simpatizzanti o verso il centrosinistra o verso il centrodestra. Penso che queste elezioni abbiano dimostrato come il bipolarismo destra-sinistra sia tornato a essere il fulcro su cui si organizzano i voti degli elettori. Quindi penso ci sia la possibilità di costruire, in alternativa alla destra, un ampio fronte progressista in cui convergono anche elettori e rappresentanti del M5S più vicini al tema ambientale e a quello sociale, e credo che questa sia la prospettiva che abbiamo davanti».

Per aderire a questa prospettiva rimane centrale impegnarsi sul territorio. È De Maria a sottolinearlo: «Nella mia città, Bologna, il Partito Democratico, con le decisioni assunte all'unanimità nell'ultima Direzione territoriale, ha scelto un percorso verso le elezioni del prossimo anno, che esce più che mai confermato, nel suo valore, dal risultato di ieri: progetto forte di governo, coalizione larga aperta al civismo, un Partito Democratico unito, in campo con le sue proposte ed il suo radicamento sul territorio. Ora lavoriamo tutti insieme su questa strada, più forti dopo i risultati di ieri».

«È ovvio che chi vuole fare il sindaco in una città come Bologna deve essere attrattivo verso tutte le forze di questo territorio – incalza Soverini – quindi se fossi il candidato sindaco continuerei a dialogare con i 5 Stelle per includerli nella coalizione di centrosinistra».

Anche Marco Lombardo, assessore al lavoro del comune di Bologna, è favorevole al dialogo tra Pd e 5 Stelle: «Le alleanze si fanno sui progetti, sui nomi e sui territori non su accordi nazionali. Credo ci possano essere punti di contatto, su trasparenza, contrasto ad attività criminali e sulla svolta ecologica».