Amministrative

«Un forte attacco di sciatica mi impedisce questa sera di essere presente alla festa dell'Unità di Bologna […]. Troveremo e comunicheremo al più presto una nuova data». Il sindaco di Bologna Virginio Merola salta l'incontro con i giornalisti previsto per questa sera alle 19 al Parco Nord. Ad annunciarlo è stato proprio lui, il primo cittadino, attraverso la sua pagina Facebook. Un evento singolare. Sciatica o meno. Perché è la prima assenza di Merola dalla festa "democratica" in dieci anni di mandato. Un fatto rilevante anche perché, questa sera, il sindaco di Bologna sarebbe stato sicuramente chiamato a dire la sua sull'accesissimo dibattito degli ultimi giorni attorno ai papabili candidati che potrebbero correre alla guida di Palazzo d'Accursio. Da un lato l'assessore alla cultura Matteo Lepore, che lo scorso 5 settembre ha lanciato il suo manifesto di idee per la città; dall'altro Alberto Aitini, assessore alla sicurezza, anche lui disponibile a scendere in campo per le primarie del centrosinistra. E poi Marco Lombardo, assessore al lavoro. Ma anche tanti nomi esterni al Pd. Come quelli del direttore generale dell'Associazione commercianti Giancarlo Tonelli, del presidente Acer Alessandro Alberani, di Gian Luca Galletti e dell'avvocata Cathy La Torre. 

Negli ultimi giorni, molti tra i democratici non hanno apprezzato l'attivismo di Matteo Lepore. La sensazione è che nel Pd si voglia gettare acqua sul fuoco della discussione. Non a caso, nella stessa giornata di oggi, mercoledì 9 settembre, nessuno dei principali candidati dem alla corsa delle comunali si è fatto sentire. Anzi. Lepore, Aitini e Lombardo, avrebbero dovuto partecipare a tre incontri con la stampa per la presentazione di tre diversi progetti. Il primo riguardante una nuova rassegna teatrale; il secondo riguardante il lancio della nuova edizione della mostra-mercato "Giardini e terrazzi"; l'ultimo sull''iniziativa "ViviAmo Casa gialla".

Alla fine, nessuno dei tre si è presentato. Pura casualità o il tentativo di evitare le domande dei cronisti sulle prossime amministrative? Questo non lo sappiamo. Sta di fatto che questi silenzi, uniti all'assenza del sindaco Merola alla festa dell'Unità, fanno intendere che nel centrosinistra la tensione si taglia con il coltello.

Una fibrillazione che nemmeno il primo cittadino forse si sarebbe aspettato. Anche se proprio lui, lo scorso 19 giugno, su Cantiere Bologna, aveva lanciato la corsa alla sua successione. «Credo che Bologna abbia bisogno di una coalizione di semplici, bastardi fuori dai giri e dai soliti veti, capaci di soluzioni ed esperimenti su salute, scuola, formazione, qualità del lavoro e dell’ambiente, big data, un compatto servizio d’ordine a difesa delle prospettive dei giovani». I "semplici bastardi" appunto. E c'è chi tra quelle parole ha poi letto i loro nomi. Quelli dei "Merola-Boys", i giovani assessori Lepore, Aitini e Lombardo. «Non spetta a me, non voglio, prendere posizione sul candidato/a sindaco del centrosinistra», aveva detto sempre durante la sua lettera a Cantiere Bologna. Da quella data  sono già passati quasi tre mesi, ma l'assenza di questa sera del sindaco dalla festa dell'Unità sembra proprio chiudere il cerchio di una questione su cui Merola probabilmente non vuole esporsi. Tuttavia, una cosa è certa: le recenti lacerazioni interne ai dem non piacciono a Merola. E questo l'aveva fatto capire già pure  nell'intervista di ferragosto concessa al Resto del Carlino: «Non capisco perché non si voglia trovare l’accordo su un nome solo. La città ha bisogno di giovani e donne, di un patto fra generazioni, temo che chi voglia le primarie a tutti i costi lo faccia per trovare un posto di lavoro, non perché abbia idee davvero diverse… E poi, se ci sarà il Covid?».