L'Intervista

Amelia

«Le primarie sono imprescindibili». Amelia Frascaroli, un importante passato nella Caritas e nel welfare cittadino, capo della lista “Con Amelia per Bologna” nel 2011, assessore nel Merola I, irrompe nel dibattito a sinistra e chiede a gran voce ciò che ormai nel Pd sembrava un argomento chiuso, le primarie. Il segretario dem, Luigi Tosiani, aveva già tracciato la linea che porterebbe al candidato unitario del Pd entro Natale. Ma Amelia non ci sta e parla con InCronaca il giorno dopo che il suo delfino, assessore al Bilancio Davide Conte, manifesta l’intenzione di un suo coinvolgimento nella corsa alle amministrative 2021 e la necessità di primarie anche online. «C’è il Covid? Le primarie online permetterebbero comunque quella partecipazione dei cittadini quanto mai indispensabile», incalza Frascaroli, portavoce di quel vasto mondo cattolico e non di sinistra che potrebbe essere sfilato così ai civici di Giancarlo Tonelli. 

 

Come valuta l’attuale dibattito relativo alle elezioni amministrative 2021?

 

«Entrare in campagna elettorale è una grande opportunità per la città ma sono indispensabili le primarie; sia che siano interne al Pd, sia che siano di coalizione. A prescindere dall’emergenza sanitaria è possibile farle, a patto che ci sia la volontà di organizzarle. È importante capire come queste siano ormai parte integrante della cultura della sinistra e, proprio per questo, si potrebbero fare tranquillamente online. Ormai facciamo tutto online, non vedo per quale motivo non si potrebbero fare anche le primarie, momento imprescindibile per riaprire la partecipazione, il dibattito sui temi e l’ascolto della città da parte dei candidati. E viceversa. La formula delle primarie è già stata sperimentata tante volte, sono sempre state serie e hanno garantito la scelta dei candidati da parte della popolazione, non all’interno dei giochi di partito. Quindi primarie in modo assoluto, si trovi il modo per farle»

 

Le primarie potrebbero servire anche per agevolare il dibattito sui programmi e per entrare davvero nelle case degli elettori. Si sta correndo il rischio, in questo momento, di non essere abbastanza vicino alle persone e alle loro esigenze?

 

«Siamo assolutamente lontani. Di cosa si sta parlando ultimamente? Ognuno parla di sé stesso; tutti dicono di voler parlare di temi ma, alla fine, nessuno li prende in considerazione. Nessuno parla di obiettivi, nessuno parla di come affrontare la crisi sociale in atto o di come cambiare concretamente l’aspetto della città»

 

Oggi il Corriere di Bologna ha avanzato l’ipotesi di una possibile candidatura di Davide Conte. Cosa ne pensa?

 

«Ho visto ma, siccome non parlo di nessuno, non parlo nemmeno di lui»

 

Come si fa, secondo lei e volendo usare una espressione di Davide Conte, a scrivere la storia attraverso la politica?

 

«L’altro giorno è uscito il rapporto annuale della Caritas che indica tutte le fragilità che stanno venendo avanti in quest’ultimo periodo: fragilità economiche ma anche fragilità sociali. Si stanno rompendo davvero tanti tessuti sociali, oltre al presentarsi di difficoltà lavorative o legate alla condizione femminile. L’amministrazione dovrebbe prendere quei dati e analizzarli da una prospettiva locale per capire esattamente la situazione bolognese e definire quali fasce della popolazione iniziare a proteggere. Ma anche un’esperienza come “Insieme per il lavoro” tra il Comune e la Curia dovrebbe essere implementata e migliorata, in modo tale che non rimanga limitata a un esperimento di soli cinque anni. In altre parole, sarebbe necessario un miglior osservatorio cittadino dei mutamenti in corso»

 

A suo parere quali dovrebbero essere i temi fondamentali e le priorità da affrontare per Bologna?

 

«Il tema sociale in primis, articolato in lavoro, politiche abitative, diritti delle donne e politiche giovanili; ma anche quello dell’ambiente per recuperare, ad esempio, spazi vuoti. Questo garantirebbe anche nuove opportunità lavorative»

 

Alle elezioni del 2011 lei si è presentata a capo della lista “Con Amelia per Bologna” e ha totalizzato 3.941 voti (risultando la donna più votata d’Italia in quella tornata elettorale). Cosa può insegnare quell’esperienza alla politica di oggi?

 

«Il valore dell’incontro con le persone. Io mi sono molto divertita in questa esperienza perché ho avuto modo di entrare in contatto e conoscere un tessuto civile sommerso, non strutturato, in grado di organizzarsi autonomamente. Un esempio su tutti quello delle strade: in questi ultimi mesi tante persone fragili o anziane hanno reso vive alcune zone grazie alle reciproche relazioni nate dal basso»

 

 

Foto Repubblica Bologna

 

Unibo Incronaca