La polemica

 «Non ricordo nemmeno a che ora sia questo evento. Non so nulla. E ripeto: mi pare che Bugani voglia elemosinare un posto nella prossima amministrazione comunale». Non le manda a dire la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Silvia Piccinini. Domani non parteciperà all’incontro telematico, in programma alle 21, organizzato dal M5s di Bologna. Incontro che vedrà la partecipazione del consigliere comunale Massimo Bugani e degli europarlamentari Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini. Tema: il Recovery fund e le criticità del Mes. Sullo sfondo, però, le elezioni comunali 2021. Perché l’occasione fa parte del percorso verso le amministrative intrapreso lo scorso 9 ottobre dai rappresentanti bolognesi del M5s. Che si dicono aperti al dialogo con le sinistre e con il Pd. Obiettivo: cercare un terreno comune. «Va bene il dialogo, ma stiamo andando dal Pd con il “cappello in mano”», ripete come un mantra Piccinini. 

La consigliera va di fretta, è al telefono. Dice di avere moltissimi impegni. Ma il tempo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa lo trova. «Non capisco perché facciano incontri con Corrao e Pedicini, entrambi vicini ad Alessandro Di Battista, da sempre contrario all’alleanza con il Pd, e poi cerchino il dialogo con i dem qui a Bologna», attacca la consigliera. 

Che gli ospiti di domani siano tutti vicini alla cosiddetta all’ex deputato romano è risaputo. Sia Pedicini che Corrao, lo scorso 3 giugno, erano stati sospesi dal M5s per un mese. Motivo ufficiale: aver votato il 17 aprile scorso contro una risoluzione sulla risposta europea alla crisi del coronavirus. Risoluzione che contemplava anche il Mes tra i possibili strumenti di intervento. Una motivazione che aveva lasciato l’amaro in bocca a non poche persone tra i grillini. «Li hanno sospesi perché vogliono isolare Di Battista», aveva detto l’ex ministra per il Sud Barbara Lezzi.

Sul fronte opposto, quello dei portavoce bolognesi, a parlare è invece il consigliere Marco Piazza, collega di Bugani a Palazzo d’Accursio. «Quello di Piccinini mi sembra sia solo risentimento personale», dice il consigliere a InCronaca. «Come sostiene Di Battista, noi non vogliamo un’alleanza strutturale con il Pd – continua -, non vogliamo che i cinquestelle diventino una “succursale” dei dem». E quindi? «Abbiamo proposto un dialogo che riguarda solo la città di Bologna, perché crediamo si possa costruire un confronto sui temi con le sinistre, ovviamente non un’alleanza “senza se e senza ma”», chiarisce Piazza. Il quale aggiunge: «Chi crede che alle prossime amministrative il M5s debba andare da solo o dialogare addirittura con la destra è libero di presentare il suo percorso, la sua proposta». Un avviso chiaro alla consigliera Piccinini. Ma anche alla senatrice Michela Montevecchi. Pure lei in dissenso con il gruppo grillino bolognese. A questo punto, però, la domanda viene spontanea: c’è il rischio di una scissione? «No, ciascuno sottoporrà la sua proposta di percorso agli iscritti che saranno chiamati a votare su Rousseau», risponde Piazza. Che fa in tempo a lanciare la sua frecciata: «A Bologna non capiamo l’astio di Piccinini e Montevecchi rispetto al percorso che abbiamo iniziato. La stessa Piccinini, nei giorni scorsi, non ha escluso la possibilità di dialogare con le forze della sinistra. Perché si ostina a remare contro di noi?». 

 

                                                                                                      Marco Piazza, consigliere comunale del M5s dal 2011

 

 

In copertina: la consigliera regionale grillina Silvia Piccinini (Fonte: Regione Emilia-Romagna)