Restrizioni

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«Il Governo è inadempiente e ha delle grosse colpe che sta scaricando sui pubblici esercizi». È il duro attacco dell’ex grillino Giovanni Favia, oggi gestore di un locale in via delle Moline, che si scaglia contro le decisioni di Roma sul coprifuoco per i locali previsto dal nuovo dpcm. «I dati scientifici non supportano – spiega Favia – le restrizioni che stanno legiferando nei confronti dei locali.  I dati forniti dall’ISS ci dicono che solo il 4% dei contagi avviene in ambito ricreativo». Secondo l’ex consigliere regionale e comunale, la chiusura anticipata produrrebbe l’effetto contrario: «Gli orari rigidi creano contemporaneamente un deflusso non graduale e lo scarico in strada di tutti gli avventori. Per questo ritengo che sia un provvedimento sbagliato non solo nel merito, ma anche nella cultura che sottintende, ovvero che siano i locali colpevoli di questa situazione». In un video postato sulla sua pagina Facebook, Favia ha dato voce ad alcuni titolari di osterie del centro storico: «Molti rischiano di chiudere – racconta l’ex M5S –, c’è molta rabbia e sconforto, ma anche voglia di mobilitarsi. In questo senso ci attiveremo per cercare di fare informazione corretta prima di tutto e poi faremo ricorso. Stiamo coinvolgendo dei legali per seguire la strada che è stata intrapresa anche a Berlino». Un provvedimento che, continua Favia, «rischia di spegnere l’Italia poiché l’indice di pericolosità di questo virus non giustifica una misura di questo spessore». Nelle parole dell’ex grillino anche il richiamo a un possibile interesse politico e mediatico della vicenda: «Colpire i pubblici esercizi è la via più facile. Stiamo diventando il capro espiatorio perché le immagini della movida sono virali e hanno un impatto mediatico maggiore. Se oggi siamo in questa situazione è frutto di una cattiva gestione a livello sanitario». E su chi non ritenga che le nuove restrizioni danneggino gli esercenti, Favia chiosa: «Siamo danneggiati già solo per il clima psicologico che si è creato a causa della pandemia che ha dimezzato i nostri avventori, per non parlare degli evidenti danni economici che siamo stati costretti e continuiamo a subire».

In linea con il pensiero dell’ex consigliere comunale anche Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti Bologna: «La sensazione, almeno nel nostro campo, è che queste chiusure striscianti messe in atto dal Governo incidano poco, ma anzi possano essere controproducenti». Normative che, a suo avviso, colpiscono un settore molto attivo nel controllo e nella prevenzione del virus: «Gli esercenti sia a livello regionale che locale si sono impegnati molto su questo fronte. Per questo credo che, in virtù delle nuove disposizioni, non sia stato compreso quello che stavamo facendo». E riguardo le dichiarazioni di Favia su un possibile ricorso spiega: «Condivido il suo ragionamento, ma valuterei attentamente il ricorso al Tar perché ho la sensazione che in questo momento sia un investimento che difficilmente potrà avere un tornaconto positivo».

Alcune perplessità arrivano anche da Fipe Confcommercio Bologna: «Crediamo che non vadano penalizzati quei ristoratori che da mesi stanno rispettando tutte le regole imposte dai protocolli. Non vanno poi sottovalutate le conseguenze della decisione di chiudere i locali alle 24. Così facendo, infatti, non si fa altro che lasciare i giovani in strada senza alcun controllo».