Coronavirus

Bologna vota sì: se il numero di contagi continua ad aumentare, allora un nuovo lockdown a Natale può essere la soluzione giusta. La proposta avanzata dal virologo Andrea Crisanti sull’esempio dell’Inghilterra è stata subito rilanciata sui media italiani. Secondo i dati raccolti da InCronaca, su un campione di 74 bolognesi il 65,6% sarebbe favorevole a una seconda chiusura totale. Un dato che parla chiaro e che, forse, può sorprendere. La nuova ondata di positività spaventa molto più di quanto qualche settimana fa si potesse immaginare, soprattutto tra chi ha familiari a rischio. Chiedere per esempio a Luciana Ferrari, nonna bolognese di due bambini: «Se dovessi rispondere per me, direi che non voglio rinchiudermi nuovamente in casa - ci racconta appena fuori da H&M, in via Indipendenza -, ma ho dei nipotini e sono preoccupata per loro. Io rientro anche nella fascia d’età a rischio, ma temo più per loro».

Se poi il discorso si sposta su un punto di vista generazionale, si scopre che ad avere più paura non sono gli anziani, ma sorprendentemente i più giovani. Sempre secondo i dati raccolti dalla redazione, sui 62,1% che si sono dichiarati favorevoli, ben il 42,8% rientra nella fascia tra i 18 e 45 anni. Più equilibrata la divisione se ci si sposta dalla parte dei “No”, dove si conta il 17,1% tra gli under 45 e il 20% tra gli over.

C’è poi il discorso “coprifuoco”, ma anche qui sotto le Due Torri le risposte sono favorevoli. Sulle settanta persone intervistate da InCronaca, infatti, ben 40 si sono dette favorevoli a un eventuale divieto di uscire dalle 21 alle 6 di mattina, come stabilito già dal presidente Emmanuel Macron in alcune Regioni della Francia. Anche qui a sorprendere è il dato relativo ai giovani, con più della metà che voterebbe “sì” nel caso in cui si dovesse decidere di chiudere la movida.

Tra gli over, invece, c’è perplessità intorno all’ipotesi coprifuoco, vista da molti come una scelta inutile: il virus c’è anche di giorno, difficile pensare di risolvere qualcosa chiudendo solamente in certi orari o restando tutti in casa. Questo il pensiero generale, ma c’è anche chi va oltre a una prima analisi. «Non so da che parte schierarmi - racconta Antonio, spagnolo 52enne che ormai vive da anni appena fuori Bologna -. Certo a me personalmente non cambierebbe molto, visto che solitamente resto a casa la sera. Ma credo che si tratti di una grande occasione per riflettere, ognuno nella propria casa, per tornare quanto prima alla vita di prima. Non sto con i negazionisti, ma allo stesso tempo indosso la mascherina solo perché è obbligatorio farlo. Mi auguro davvero che la gente sfrutti questo tempo per meditare e capire cosa sia davvero importante». 

 

A sorpresa, il sondaggio lanciato da InCronaca sui social e questa volta rivolto anche fuori Regione, ha mostrato uno scenario differente. Su un campione di 206 persone, il 75,9% (154 risposte) è contrario a un nuovo lockdown. Anche in questo caso, invece, la partita più equilibrata è quella relativa al coprifuoco, con il 51% (105 persone) che si dice d’accordo con la proposta, dalle 21 alle 6 di mattina.