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Emilia Romagna Teatro Fondazione (Ert) e l'Osservatorio sulle crisi d'impresa (Oci), hanno presentato i programmi per la nuova stagione.

Filo conduttore che unisce entrambe le iniziative culturali è l'esigenza di prendersi cura della propria comunità, soprattutto dopo il drammatico periodo del lockdown. Ma ognuno lo farà a modo proprio e se il festival organizzato dall'Oci si sofferma in particolare sulle diseguaglianze, Ert legge il Covid-19 come un punto di cesura con il passato e s'interroga sul nuovo, sul cambiamento e sul mondo che verrà.

S'intitola “Debiti e disuguaglianze”, infatti, la nona edizione di "InsolvenzFest. Dialoghi pubblici interdisciplinari sull'insolvenza", e prevede, dal 17 al 19 settembre, conferenze e spettacoli sia dal vivo che in diretta online. Un'edizione in formato ridotto a causa del Coronavirus, ma che continuerà poi nel 2021 sempre con lo stesso tema.

D'altra parte il mondo del teatro si presenta con la nuova stagione dal titolo “Una volta, c'era...”. Claudio Longhi, direttore dell'Emilia Romagna Teatro Fondazione, avvisa che il programma per ora «non sarà presentato in versione compiuta. La pandemia, infatti, ha cambiato il nostro rapporto con il tempo e con il futuro. Visto che il quadro cambia, lo scenario muta rapidamente, ci limitiamo a raccontare quella parte di stagione che va da ottobre a gennaio».

L’emergenza sanitaria, infatti, ha imposto di organizzare l'anno artistico in due parti distinte e ha fatto propendere per avere un nucleo stabile di attori. Per tutto il primo periodo, quindi, saranno presentate performance tutte “made in Ert. «Un sistema di creazioni stanziali al fine di contenere gli spostamenti in risposta all’emergenza in atto. Un impianto operativo, quindi che antepone, in gergo tecnico, la produzione (o coproduzione) all’ospitalità», sottolinea Longhi.

Alla programmazione degli spettacoli si unisce un sistema vastissimo di attività culturali. C'è Etimologie, solo per fare un esempio, un progetto dedicato alle parole della lingua italiana a cura di Marino Sinibaldi e realizzato in collaborazione con Radio3. 

Ed è proprio sotto il segno delle parole e del dialogo con la comunità che s'iscrive il programma di InsolvenzFest. «Noi veniamo in un periodo in cui le regole, le norme, sono state redatte in collaborazione con la scienza. Noi rilanciamo su tre settori: l'economia, l'istruzione e la mobilità dei cittadini declinata intorno allo sport», afferma Massimo Ferro consigliere della Corte di cassazione e coordinatore dell'Oci.

L’apertura di InsolvenzFest 2020 sarà affidata a Paolo Cevoli nell’incontro “Debiti e disuguaglianze: identità e differenze in una lettura d’attore”, in programma giovedì 17 settembre alle 20 al cinema Lumière. In Salaborsa si terranno, invece, gli appuntamenti di venerdì 18 e sabato 19 settembre. La prima giornata prenderà il via alle 15.30 con i saluti istituzionali di Susanna Zaccaria, assessora alla Scuola, alle Pari opportunità e al Patto per la giustizia del comune di Bologna, e con la presentazione di "InsolvenzFest" da parte di Massimo Ferro.

A concludere il festival ci sarà un altro appuntamento al cinema Lumière con il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, e il suo blob “Identità e differenze: gli ultimi nella storia del cinema” in programma a partire dalle 12.45.