AFFITTI

Uno dei principali effetti economici della pandemia da Coronavirus, per una città studentesca come Bologna, è quello che riguarda il mercato immobiliare. Lo smartworking e la didattica a distanza hanno costretto diversi studenti a valutare la possibilità di disdire i propri contratti di affitto, soprattutto in vista della ripresa a settembre (online o in modalità mista). 

 

Dopo il primo giro di contributi a sostegno degli affitti agevolati a lungo termine, partito il 17 giugno scorso, destinato a proprietari disposti a ridurre/concordare gli affitti a lungo termine, l’Alma Mater ha annunciato il via libera a nuove agevolazioni tramite un accordo con il Comune. Si tratta ancora di una fase preliminare, ma riguarderà questa volta le locazioni brevi, da 7 giorni a un massimo di 30: «Il contributo è sempre destinato ai proprietari e la logica è la stessa, anche se la nuova misura va a completare il quadro focalizzandosi sugli affitti residuali fino a 30 giorni promuovendo tariffe più agevolate, considerando anche le nuove esigenze della didattica e degli studenti fuori sede». Si evince un possibile cambiamento nel mercato immobiliare: gli studenti, infatti, potrebbero abbandonare l’idea di affitti di 2 o 4 anni, a favore di contratti a breve termine a causa della permanenza incerta nel capoluogo felsineo. 

 

Sull’effettiva possibilità che questo possa realizzarsi, però, le agenzie immobiliari bolognesi hanno dei dubbi: «L’offerta immobiliare è quasi raddoppiata nel giro di un mese, soprattutto a causa della mancanza di turisti, e i prezzi si stanno abbassando leggermente. Il problema grosso riguarda proprio gli studenti, che non stanno prendendo nuovi alloggi, anzi molti disdicono i contratti. I proprietari, poi, non si sentono agevolati da questi sgravi: chi gestisce affitti brevi offre servizi diversi, mentre i nostri proprietari continuano a preferire i contratti 4+4 e non fanno nemmeno affitti transitori». Francesco Mazzi, agente immobiliare, ricorda che «solitamente ad agosto i genitori venivano a bussarci alla porta ed erano disposti a pagare anche il mese di agosto pur di garantire al figlio una sistemazione per settembre, quest’anno non è così. Dall’altro lato, i proprietari per adesso cercano di resistere e non sono intenzionati ad abbassare i prezzi. C’è grande incertezza: non sappiamo cosa succederà a settembre, finora continuiamo a trattare immobili di lungo periodo. Molto probabilmente, quindi, a beneficiari di queste agevolazioni saranno soprattutto le strutture come Bed & breakfast». Effettivamente l’Alma Mater parla di “strutture ricettive extra alberghiere che riservino condizioni agevolate per locazioni brevi (di norma stimate tra 7 e 30 giorni) a studenti fuori sede con un Isee non superiore a 35.000 euro”, ma alcuni proprietari di B&B non sono del tutto convinti. Lo conferma un gestore di un Bed & Breakfast che ha voluto rimanere anonimo in zona Malpighi: «In generale fare adesso contratti di un anno non dà garanzie perché non si conoscono le prospettive e si rischiano perdite di guadagni; concordare affitti a breve termine, quindi, potrebbe essere una buona opzione, perché i danni potrebbero rimanere contenuti, ma bisognerebbe capire a quanto ammonterebbero i contributi. Ma soprattutto, quando arriverebbero i fondi? Fare un contratto di affitto di un mese adesso e ricevere i soldi tra nove mesi non avrebbe senso, perché nel frattempo bisogna tirare avanti. Inoltre, la nostra offerta varia a seconda della stagione: settembre è diverso dal periodo autunnale di ottobre e novembre, ci potrebbe essere molta più richiesta anche dai turisti che permetterebbe di aumentare i nostri guadagni». 

 

Per risolvere i dubbi di proprietari di immobili e B&B o altre strutture, quindi, bisognerà aspettare il nuovo bando. Dal Comune, intanto, l’assessore alla Casa Virginia Geri ha detto che «la nuova misura partirà tra una settimana-dieci giorni, dopo aver avuto l’ok dal Senato accademico. La prima misura era indirizzata maggiormente ai piccoli proprietari tradizionali e sta andando molto bene: abbiamo già qualche centinaio di richieste e stiamo già erogando i contributi. Questa invece è una misura diversa con un altro obiettivo focalizzato sugli affitti brevi: ovviamente, inserendoci nel libero mercato, noi non possiamo fare altro che incentivare dando contributi diretti. Sarà poi il mercato a darci risposte».