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«Mi sembra chiaro da tempo che la rete non né è anarchica, né libera quindi perché non regolamentare un settore di attività così delicato?». Sono le parole di Luigi De Luca, responsabile comunicazione di Ehiweb, società che fornisce servizi internet e web. Nata a Bologna nel 2004, Ehiweb è una piccola sfida ai giganti della rete per un’alternativa «etica» rispettosa dei diritti di consumatori e lavoratori. Con lui parliamo ancora della prospettiva di una rete internet e di gestione dati europea.

 

Luigi De Luca, cos’è Ehiweb?

 

«Siamo un Internet Service Provider: forniamo tutti i servizi legati al web, dalla fibra al dominio. I nostri server sono al Data Centre di Bologna. Abbiamo iniziato nel 2004 e siamo stati tra i primi in Italia a diffondere la tecnologia Voip per effettuare chiamate vocali via internet. Siamo una piccola alternativa ai colossi della rete. La nostra filosofia d’impresa mette al centro le persone, che siano i clienti o i lavoratori. I prezzi dei nostri servizi sono più alti, certo, ma restano invariati nel tempo e garantiscono un trattamento adeguato ai nostri 15 professionisti che fanno sviluppo e innovazione e che sono realmente al servizio dei clienti».

 

Cosa vuol dire? Qual è la differenza tra Ehiweb e un grande operatore telefonico?

 

«Quando si sottoscrive un contratto con una grossa società di telecomunicazione, è possibile che si stia parlando con un operatore che risponde dall’estero. In seguito, un’eventuale richiesta di assistenza può essere smistata ancora in un altro Paese, da dove un operatore illustra al cliente procedure di risoluzione problemi sfogliando un manuale preimpostato. I nostri dipendenti, invece, sono tutti in Italia e hanno un rapporto costante con gli utenti. Uno degli obiettivi che ci poniamo, inoltre, è promuovere e diffondere la cultura digitale: le persone devono sapere cosa acquistano e che tipo di tecnologia scelgono».

 

È il principio della responsabilità d’impresa in versione digitale.

 

«Esatto. Le imprese digitali lavorano con una materia molto delicata per quanto intangibile. Noi maneggiamo enormi quantità di dati sensibili. Gli utenti, navigando in rete, rilasciano una mole impressionante di informazioni personali. Questo impone alle imprese digitali di essere ancora più attente e di adottare comportamenti minuziosi».

 

In quest’ottica, sarebbe positiva la costruzione di una rete internet e di gestione dati europea?

 

«Siamo stati tra i firmatari della campagna “modem libero” per la libertà di scelta del terminale di accesso a internet da avere in casa. I grandi operatori, invece, impongono l’acquisto del proprio, il cui costo rientra in bolletta, moltiplicato. La normativa comunitaria lo vieta e quella campagna ha fatto sì che anche l’Italia si adeguasse. Con grande fatica e dispendio di risorse ci siamo subito messi al passo con le previsioni del Gdpr, il regolamento Ue sul trattamento dei dati personali. Siamo profondamente europeisti e crediamo che anche in questo settore serva più Europa».

 

Non si rischia una violazione della libertà della rete, per definizione anarchica?

 

«Mi sembra chiaro da tempo che la rete non è né libera né anarchica. Fermo restando la necessità di evitare forme di controllo e censura, non vedo perché non procedere con la regolamentazione di un settore così delicato. I tanti episodi di utilizzo distorto dei nostri dati, e della rete stessa, ne dimostrano la necessità. Non adeguarsi alle norme comunitarie ha conseguenze prima di tutto sulla reputazione degli Stati membri. Ecco perché l'Ue dovrebbe attivarsi».

 

Il 5G quanto impatterà su realtà come Ehiweb?

 

«Il passaggio al 5G non ci riguarda, non in maniera diretta. Noi forniamo servizi via cavo e non ci occupiamo di comunicazione mobile. Né ci preoccupa una possibile concorrenza: la connessione con linea fissa è sempre più stabile e, quindi, efficiente. In generale, il debutto di una nuova tecnologia suscita grande entusiasmo. Ma la sua eventuale diffusione non è direttamente proporzionale. Inoltre, i recenti episodi diplomatici dimostrano che l’approccio al 5G sta già virando verso un maggiore equilibrio e analisi costi/benefici più approfondite».