la polemica

discarica

È ormai alta come un palazzo di otto piani e si estende su una superficie di circa 216 mila metri quadrati. La discarica di Castel Maggiore torna a generare timori tra i Verdi e i 5 Stelle. La causa sono le titubanze da parte della Regione di chiudere il capitolo relativo all’ampliamento del sito del bolognese che al momento è costituito da tre settori, due dei quali hanno già esaurito i volumi autorizzati e uno solo è ancora operativo. È per questo che la Asa Scpa e cioè la società che gestisce la discarica controllata di Hera, in vista del poco tempo rimasto prima che anche il terzo settore sia saturo, ha richiesto alla Regione un nuovo ampliamento per 220.770 metricubi.

Durante l’Assemblea legislativa di questa mattina in Regione, il sottosegratario alla presidenza della giunta Davide Baruffi, interpellato durante il question time, ha affermato: «il modello di gestione dei rifiuti di questa Regione può essere preso ad esempio per efficienza ed efficacia». Sulla discarica di Castel Maggiore ha poi aggiunto: «è una forma residuale di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna. La discarica tratta rifiuti speciali che non sono oggetto di pianificazione e il quantitativo di rifiuti che viene trattato risulta coerente. La richiesta di ampliamento, è stata appena avviata, quindi ci si potrà esprimere solo a valutazione depositata».

La risposta di Baruffi, però, non ha accontentato il gruppo dei Verdi che, alla luce del piano regionale dei rifiuti, ha depositato una richiesta scritta per la chiusura definitiva del sito di Castel Maggiore. Secondo la consigliera regionale di Europa Verde Silvia Zamboni, infatti, «resta il problema di una discarica in zona abitata che continua a essere alimentata. Hera potrebbe avere le spalle abbastanza larghe per trovare alternative». Simili preoccupazioni arrivano anche dal Movimento 5 stelle. La consigliera regionale Silvia Piccinini crede che «le parole del sottosegretario Baruffi oggi in aula fanno temere che l'ampliamento della discarica di Castel Maggiore sia quanto mai prossimo». Poi aggiunge: «si tratterebbe di una decisione scellerata che va contro il volere di un'intera comunità e che smentisce clamorosamente quanto affermato anche dalla sindaca Gottardi che, in campagna elettorale, aveva assicurato che non avrebbe avallato ulteriori deroghe».

Contro l’ampliamento della discarica anche Legambiente che propone una soluzione alternativa: chiudere definitivamente il sito e riqualificarlo tramite l’installazione di un impianto fotovoltaico di 4Mw di potenza che coprirebbe il fabbisogno di 1.700 famiglie.

 

Fonte immagine: http://ha.gruppohera.it/