ASSEMBRAMENTI

«Il Barazzo, come i colleghi del Mutenye, si trova a chiudere il locale nuovamente. Chiediamo con urgenza un incontro con l'assessore Alberto Aitini per definire insieme le linee guida». Inizia così il post pubblicato su Facebook dal secondo locale di via del Pratello che decide di attuare una serrata a seguito delle multe notificate martedì. «Il Barazzo – continua il post – ha rispettato scrupolosamente gli orari di chiusura previsti per l'asporto (ore 22), ha delimitato con apposita segnalazione la fila sotto il portico, ha verificato che il portico davanti al locale fosse sgombero, come consigliato dalle forze dell'ordine. Nonostante ciò è stata recapitata una multa per assembramento in strada. Per questa situazione da ieri siamo chiusi per protesta».

Sono diverse le attività del Pratello sanzionate dalla polizia locale. Tra queste, oltre al Mutenye e al Barazzo, vi sono anche il Mojo Hand e il Jiani’s.

Jacopo Caroni, proprietario del Mojo Hand, indica che la multa porta la data di sabato 16 maggio e ammonta a 400 euro, che scendono a 280 se pagati entro 30 giorni. Ma il gestore dichiara che farà ricorso. «I dehors – racconta – per legge erano chiusi, nel portico davanti alla mia vetrina avevo messo i cartelli e non facevo sostare nessuno. Servivo attraverso una finestrella con bicchieri idonei all’asporto». Caroni spiega che sta valutando se continuare a fare solo asporto tenendo chiuso il dehors. «Il locale che serve a regola d’arte, come la legge consente, cosa deve fare di più? Noi non possiamo dire alla gente quello che deve fare dopo che ha ritirato una birra e si sposta sul suolo pubblico». Sulla stessa linea è anche Gianni Xie, proprietario del Jiani’s: «Non ci sentiamo tutelati. Noi gestori non possiamo avere il controllo di tutta la via».

Tra i locali sanzionati, ve ne sono alcuni associati a Confesercenti. «C’è stata una mancanza di chiarezza – afferma il presidente Massimo Zucchini – su quali erano i ruoli e su cosa si poteva fare. Alcuni operatori erano convinti di operare correttamente, mentre probabilmente non lo stavano facendo. Quindi c’è un problema di comunicazione su cosa si può o non si può fare». E per Zucchini i chiarimenti sono necessari anche per via del continuo evolversi della situazione: «Sabato sera c’era ancora l’ordinanza vecchia relativa all’asporto e non era possibile avere i tavolini fuori, mentre oggi sì, quindi sono cambiate già delle regole». Il presidente di Confesercenti parla infine di una mancanza di attenzione da parte delle persone: «Bisogna continuamente ricordare alla gente di mettersi la mascherina e di non assembrarsi. Questo purtroppo è un comportamento diffuso che si fa fatica a gestire. C’è una fetta di persone che non hanno capito che la situazione è estremamente grave: non è finita, non è “liberi tutti”, abbiamo ancora dei grossi problemi e bisogna mantenere le distanze».

Proprio per via del distanziamento, i gestori si vedono costretti a ridurre il numero di posti per i clienti. Così la giunta comunale martedì ha licenziato una delibera che permette l’ampliamento degli spazi esterni dei locali con una procedura semplificata e rapida. La misura è contenuta anche nel decreto Rilancio del 18 maggio, che fino al 31 ottobre 2020 esonera le imprese di pubblico esercizio titolari di concessioni o di autorizzazioni di suolo pubblico dal pagamento della Tosap e del Cosap. Il decreto inoltre semplifica, sempre fino al 31 ottobre, le procedure per le domande di nuove concessioni o di ampliamento della superficie di quelle esistenti, a patto che si tratti di dehors amovibili e non strutture fisse. La delibera, che sarà discussa in consiglio comunale nella prossima seduta, estende fino al 17 maggio l’esenzione dal pagamento del Cosap (canone di occupazione del suolo pubblico), già disposta dall’11 marzo al 3 maggio. «Coprirà così tutto il periodo di lockdown nel quale i pubblici esercizi sono rimasti chiusi», sottolinea l'amministrazione.

 

In copertina un'immagine dell'agenzia Dire