Olimpiadi

Grafica delle due città delle Olimpiadi 2032, Firenze e Bologna

C’è tempo fino al 2025 per candidarsi alle Olimpiadi del 2032, ma Bologna e Firenze si sono portate avanti. I rispettivi comuni, le Regioni Toscana ed Emilia-Romagna e le istituzioni Coni e Ministero dello Sport: tutti sono d’accordo nel proporre la doppia candidatura.

 

Il valore di questa volontà acquisita sta nel vedere Bologna e Firenze come protagoniste, per poi allargare la rete e appoggiarsi ad altre città emiliano-romagnole (come potrebbe essere Ravenna per le gare di vela), toscane o a Genova, con Roma come luogo celebrativo per gli eventi di apertura e chiusura.

A questo proposito, Romano Prodi, nell’intervista rilasciata alla redazione di questo giornale, ha affermato che secondo lui la proposta Bologna-Firenze per le olimpiadi era un po’ debole. «Ai tempi, dissi piuttosto di organizzare olimpiadi come Italia. In quel caso vinciamo. Utilizziamo tutto il paese, da Taormina a Brescia, così c’è un grande messaggio nazionale di investimenti necessari per rilanciare il paese».

 

Ma ad oggi la visione è un’altra e ieri Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ha incontrato a Palazzo Vecchio Dario Nardella, sindaco di Firenze per ribadire la volontà di andare avanti con questo progetto. L’accordo era stato ufficialmente preso ad ottobre scorso da Nardella stesso, dal sindaco di Bologna, Virginio Merola e dai rappresentanti del Coni e ne avevano parlato anche a novembre Bonaccini e il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Ora si aspetta il 5 marzo per l’appuntamento, fissato da tempo, con il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a Roma per ottenere il via libera alla candidatura, stabilire i tempi tecnici di organizzazione e iniziare la costituzione di un comitato promotore. La seconda fase del progetto consisterà nel lavoro di scelta dei nomi dei testimonial, a cui «diversi rappresentanti come Merola e Prodi avevano già iniziato a lavorare nei mesi di ottobre e novembre» ha detto Armando Nanni, capo ufficio stampa del comune di Bologna, ma ancora non c’è nulla di certo.